Droga e auto rubate: gli affari dei nomadi

«Non mi risulta un’emergenza rom nella capitale» annuncia imperterrito il sindaco Veltroni al termine dell’ultimo, parziale, sgombero in via della Martora al Collatino. Ma nonostante le parole del primo cittadino, in città la situazione è diventata incontrollabile.
In quel che resta della baraccopoli sulla Collatina Vecchia (120 costruzioni abbattute) resistono ancora 150 persone in prevalenza romene, le stesse che gestivano il traffico di stupefacenti, l’ennesimo deposito di merce rubata e un triste lager per cuccioli di cane. L’operazione, che ha visto impegnati per cinque ore polizia e vigili urbani coordinati dal comandante dell’VIII Gruppo Antonio Di Maggio, era cominciata alle 7 con lo sgombero di una parte del campo, quella occupata dai nuovi arrivati, i romeni. E dopo qualche intoppo con gli ospiti «storici» è continuata fino all’ora di pranzo. Proseguirà perché ancora non è uscita fuori quella droga nascosta in tempo utile dai tossicodipendenti in fila per la dose al momento dell’irruzione.
Nella lista dei sequestri anche 15 auto di lusso, scooter e moto di grossa cilindrata, tutte naturalmente rubate. Ma anche molte carcasse di auto che venivano usate per prelevare pezzi di ricambio. Sui cani, il Comune fa sapere che le due cucciolate, in tutto una ventina, trovate sotto una roulotte, verranno prese in consegna dal personale dell’amministrazione comunale.
Primo a lanciare l’allarme sul campo era stato Fabio Sabbatani Schiuma, presidente del Gruppo Misto Indipendente in Comune, che in una nota plaude allo sgombero: «Era un campo nato per 150 persone, ma che ne conteneva 600. Condizioni degradanti e assenza totale di controlli ne avevano fatto un luogo di spaccio e di reati di ogni genere. Era ora che fosse sgomberato». «Mi sono recato sul posto martedì scorso - aggiunge - denunciando a mezzo stampa la grave situazione a rischio. Resta il problema della sorte dei nomadi che vi risiedevano. Continuo ad insistere nell’applicazione della direttiva europea che consente l’espulsione dei rom che non dimostrino di avere mezzi per mantenersi e questa normativa è valida per tutti i cittadini della Ue e quindi anche per la Romania».
Due giorni fa il presidente del Municipio Roma V Ivano Caradonna con una lettera formale aveva sottoposto all’attenzione del prefetto Serra e dell’assessore capitolino alla Sicurezza Touadì, la grave questione a via della Martora definendola «una situazione al collasso, totalmente insostenibile per chiunque abiti, lavori o operi nell’area in questione».