Droga e gioco d’azzardo: detective a caccia di minori

Dimentichiamo l’icona solitaria del detective da film, al giorno d’oggi il settore delle agenzie d’investigazione sta cambiando faccia.
Organizzazione rigorosa e impostazione aziendale le nuove parole d’ordine. «Sono cambiamenti importanti a livello operativo - spiega Vincenzo Francese, amministratore delegato della Ivi investigazioni -. È impossibile che una sola persona possa seguire indagini complesse di ogni tipo: solo una struttura articolata può garantire certi standard attraverso squadre specifiche per ogni genere di servizio».
Difficile dire se il merito è stato di questa trasformazione, ma, nonostante i loro servizi non siano propriamente economici (in media 40/70 euro orari per agente più le spese), negli ultimi anni le aziende sono cresciute per numero e giro d’affari. I dati del registro imprese della Camera di Commercio di Milano segnalano in Italia il superamento delle 3mila unità e assegnano il primato alla Lombardia, che copre il 16,9% del totale nazionale con le sue 509 agenzie. Di queste ben 278 avrebbero sede nel solo capoluogo.
Secondo Federico Bonarini della Mediolanum Investigazioni, per avere un quadro davvero realistico il dato andrebbe depurato delle numerose aziende che, pur avendo la licenza investigativa, di fatto si occupano esclusivamente di paravigilanza. La crescita sarebbe dunque più contenuta, ma di certo c’è stata. Lo conferma Fannì Beccherle, presidente lombardo della Federpol, la più antica e rappresentativa associazione italiana di categoria: «Io sono stata eletta nell’aprile 2007 e da allora gli iscritti sono aumentati», spiega.
Ma oltre all’incremento delle agenzie, sono cambiate anche le richieste fatte dai clienti: «In passato si trattava prevalentemente di indagini pre e post-matrimoniali - dichiara la Beccherle -, oggi si sono moltiplicati gli incarichi da parte di aziende, compagnie assicurative e studi legali».
In effetti gli investigatori milanesi concordano su un punto: i settori in espansione sono due, quello aziendale e quello della vigilanza sui minori. Proprio in quest’ambito, secondo gli operatori, si sarebbe registrata una crescita del 20% circa. Sono sempre più numerosi i padri e le madri che, preoccupati per il comportamento dei propri figli, si rivolgono a detective professionisti. «È venuta a mancare la famiglia - osserva Max Maiellaro, direttore della Agata Christie Investigation -. Molti genitori non hanno dialogo con i propri ragazzi». Di norma il primo pensiero è quello della droga, ma Federico Bonarini segnala che sono in aumento anche i casi di giovani schiavi del gioco d’azzardo.
Eppure il boccaccesco fronte degli amanti clandestini non passa mai di moda, come dimostra un’indagine condotta dalla Swg su un campione di 1000 uomini sposati o conviventi tra i 25 e i 55 anni. Dalla ricerca è emerso che gli intervistati non solo si dichiarano piuttosto gelosi, ma anche che i giovani sono i più propensi a fare ricorso ad un professionista per trovare conferma dei propri sospetti. E se la maggioranza di loro risponde che solo un fatto concreto potrebbe scatenare la gelosia, le nuove tecnologie sembrano nate proprio per mettere nel sacco i fedifraghi. Oltre ad aiutare i detective privati nella raccolta di prove, lo sviluppo dell’elettronica ha, infatti, decisamente accresciuto le probabilità di lasciare tracce e scatenare sospetti. «Occhio al telefonino», mette in guardia Max Maiellaro. Traditore avvisato…