Droga e rampolli «bene»

Egregio Lussana, il suo articolo «Polvere e polveroni» centra un atteggiamento che ciclicamente ritorna oggi come nei decenni passati: potrei citare casi di oltre trent'anni fa quando una giovane ragazza morì in un incidente stradale e si parlava di rampolli della «Genova bene» che facevano le ore piccole e correvano in autostrada,poi il caso Bozano seguito anni dopo dal caso Minghella;dopo una parentesi legata al tragico periodo del terrorismo politico,il caso di un politico (Canepa del Psi) morto per droga e poi fatti legati all'usura,al gioco d'azzardo con relativi delitti fino al caso Bilancia.
E come già avvenuto per il passato.. ra un mese anche questo caso passerà... all'archivio storico sia dei «media» sia della gente comune nonché della onnipresente «intellighenzia».
Dobbiamo però anche evitare di fare i «sorpresi» in quanto i segnali dell'aumento delle droghe (oltra alla cocaina) ci sono e non da oggi e forse non si è fatto abbastanza non solo da parte del solito «mitico» Stato ma anche dal comune cittadino che... preferisce far finta di non vedere...
Poi non sarebbe male verificare i risultati della comunità di don Gallo...la cui percentuale di recupero forse è «leggermente» inferiore a quella di San Patrignano nonché mettere il naso nei «mitici» centri di recupero.
Concludo dicendo che se è vero che la città di Genova non è una città di cocainomani (ma né più né meno di altre città italiane) è pur vero che ci sono troppe sacche di illegalità che ancora prosperano e di cui si sa qualcosa solo in caso di fatti delittuosi sia in città sia nelle riviere e... le autorità competenti... sono «leggermente» latitanti e non da oggi tenendo conto che siamo in una città portuale (tipo Marsiglia), che siamo in zona di transito e che i paesi e le cittadine delle riviere sono il posto ideale sia per i villeggianti amanti del mare e dell'aria buona sia per un altro tipo di villeggianti che riesce a condurre la propria vita senza dare troppo nell'occhio.
Saluti