Droga, indagine su un solo tranviere

«È una montatura giornalistica. Non esiste una inchiesta sull’Atm. A Milano ci sono ottomilacinquecento tranvieri e noi ne abbiamo indagato uno solo, che è accusato di avere ceduto cocaina a due colleghi. Tutto qui. E non emerge in nessun passaggio della nostra indagine un collegamento tra gli incidenti in cui sono rimasti coinvolti i mezzi dell’Atm e il consumo di droga da parte dei dipendenti dell’azienda». Così Ferdinando Pomarici, coordinatore del pool antimafia della Procura, ridimensiona ieri le notizie secondo cui all’interno della municipalizzata dei trasporti sarebbe stato individuato un vasto giro di spaccio e consumo di cocaina. Si è trattato, spiega il magistrato, di un singolo episodio, emerso nel contesto di un’altra indagine. E che singolo è rimasto.
Nel frattempo, prima di essere sgonfiata da Pomarici, la notizia suscita una serie di reazioni: da quella del sindacato dei trasporti, che scende in campo a difesa dell’onorabilità dei tranvieri milanesi, a quella del vicesindaco Riccardo De Corato, che protesta perché la Procura non ha avvisato il Comune di quanto stava scoprendo. «Non lo abbiamo avvisato - è la placida replica di Pomarici - perché non c’era nulla da dire».
Anche Lorenzo Falferi, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Milano, parla di «un singolo episodio di cessione di cocaina da parte dell’indagato a un suo collega, che non è mai stato identificato». E aggiunge: «Non c’è nessun riscontro investigativo che abbia fatto emergere un traffico di droga tra dipendenti Atm».
Dichiarazioni che fanno tirare un sospiro di sollievo a Palazzo Marino: «Alla fine - dice De Corato - la montagna ha partorito un topolino. Ero stato infatti giustamente prudente nell’esprimere una valutazione in merito all’articolo di stamattina sul presunto spaccio di droga da parte di alcuni dipendenti di Atm. La dichiarazione del procuratore aggiunto Pomarici è la dimostrazione dell’ennesimo attacco strumentale e inqualificabile nei confronti del Comune di Milano e di Atm».
Dal canto suo il presidente di Atm Elio Catania dice che «casi isolati, comunque deprecabili se confermati, non possono e non è giusto che infanghino il lavoro, la professionalità e la dedizione degli oltre 9.000 lavoratori, donne e uomini dell’Atm, che ogni giorno sono al servizio della città e dei cittadini». E Atm fa sapere nel corso del 2009, i controlli antidroga sugli autisti «sono stati drasticamente intensificati» ed «escludono categoricamente che i conducenti coinvolti a qualsiasi titolo in incidenti nel corso del servizio avessero fatto uso di stupefacenti».