Droga nel caffè: finto poliziotto stupra sei donne

Ha avuto bisogno di 4 mesi, e dell’aiuto di un medico, per capire cosa le fosse successo: violentata dopo essere stata drogata con un potente tranquillante. Con una tecnica che ha subito fatto venire in mente agli investigatori un certo personaggio uscito di galera con l’indulto. E così sono intervenuti, in tempo per salvare un’altra sudamericana. Lanciando un appello: se qualche donna si riconosce in un episodio analogo, denunciatelo.
Il bruto si chiama Daniele Scardetta, ha 44 anni, separato senza figli, ed è tutt’altro che uno sprovveduto. Anzi. Quando deve tessere le sue trame è capace di straordinaria inventiva. Così per una commerciante una volta è diventato agente della stradale e per una prostituta maresciallo dei carabinieri. Per un’ecuadoregna di 50 anni, malato terminale di cancro bisognoso di una badante.
Poi una volta carpita la fiducia, si portava la vittima a casa, offriva qualcosa da bere sciogliendoci però dentro delle pastiglie di tranquillante al benzodiazepine in grado, se somministrato in dosi massicce, di eliminare qualsiasi resistenza e soprattutto cancellare ogni ricordo. Così proprio la povera sudamericana il 15 marzo si ritrovò sui gradini di un mezzanino della metropolitana senza sapere come ci fosse arrivata.
Venne però visitata e il medico si accorse come la donna avesse avuto rapporti sessuali. Ci sono poi voluti mesi di terapia prima che la donna riuscisse a ricostruire cosa le fosse successo e presentare a luglio la denuncia. Ma senza poter indicare chi fosse il bruto e dove abitasse.
La squadra mobile è però andata a scartabellare in archivio scoprendo che Scardetta, condannato nel 2003 per due violenze «al benzodiazepine» era uscito di galera nel 2006 per indulto, dopo una condanna per due identici episodi di violenza. L’hanno rintracciato, si spostava tra viale Appennini a Milano, dove aveva stuprato l’ecuadoregna, e Cinisello dove vive con l’attuale compagna, e messo sotto osservazione. Giusto in tempo per evitare che un’altra sudamericana, contattata per lavori domestici, finisse nelle sue grinfie. L’uomo è stato preso a Milano, nella sua casa piena di confezioni di tranquillante. Molte pastiglie già polverizzate e pronte per essere sciolte in qualche bevanda. Lui si è chiuso in un ostinato mutismo, ma proprio quei farmaci ora sono la prova più pesante contro di lui.