«Droga party», in 37 rischiano il processo

Trentasette persone, tra le quali anche tre carabinieri, rischiano di finire sotto processo perché accusate di avere fatto parte di una organizzazione che trafficava in droga nel centro della capitale. Sarà il gup di Roma Claudio Tortora, il prossimo 20 aprile, a esaminare la richiesta di rinvio a giudizio fatta dai pm Adriano Iasillo e Giancarlo Capaldo, i quali contestano agli imputati i reati di associazione per delinquere, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, peculato e falso. L’indagine, che nel maggio dello scorso anno portò all’emissione di 25 provvedimenti di custodia cautelare, partì nel febbraio del 2004. Per l’accusa al vertice dell’organizzazione di trafficanti c’era un pregiudicato romano di 38 anni soprannominato «Felix il Gatto», al cui fianco operavano, tra gli altri, la sua convivente, un commercialista e un agente immobiliare. Tra i coivolti nell’indagine, anche tre carabinieri, due marescialli e un militare non graduato, che per l’accusa in alcuni casi avrebbero omesso di verbalizzare sequestri di droga. I tre militari, due dei quali lavoravano nel servizio antidroga della compagnia di Trastevere e l’altro in un ministero, avrebbero poi avuto «contatti stretti» con alcuni componenti dell'organizzazione. Affermati professionisti erano i principali acquirenti di cocaina che veniva utilizzata nel corso di festini casalinghi.