La droga? Si vince investendo sui giovani

Giancarlo Miele: abbattere i modelli negativi

Marzio Fianese

Il 26 giugno, la Giornata dedicata dall’Onu alla lotta alla droga è un appuntamento da sempre in evidenza nell’agenda dei giovani di Forza Italia. Ogni anno alle iniziative pubbliche si accompagna un momento di riflessione. Quest’anno sarà l’incontro con la Comunità «In dialogo» di Padre Matteo Tagliaferri l’occasione per un confronto a 360 gradi sul fenomeno droga. «Svilupperemo un’analisi a tutto campo – dice Giancarlo Miele, Coordinatore regionale di Forza Italia Giovani del Lazio – perché pensiamo che sia giunto il momento di affrontare in maniera diversa il problema che rappresenta una vera e propria emergenza sociale».
Perché emergenza sociale?
«Purtroppo anno dopo anno si abbassa l’età media della prima assunzione di sostanze stupefacenti. La cocaina e le droghe sintetiche oltre alla cannabis e alla marijuana si stanno diffondendo sempre più anche fra i minorenni. E questo dimostra che non bastano le leggi più o meno repressive per arginare un fenomeno dilagante. Un fenomeno che è potuto diventare tale, non bisogna dimenticarlo, anche grazie all’atteggiamento permissivo e a volte anche compiacente di certi ambienti della sinistra».
Facciamo qualche esempio?
«Basta girare per Roma. A parte certi Centri Sociali, praticamente off-limits, ci sono piazze e parchi della città che sono vere e proprie zone franche. San Lorenzo, Campo de’ Fiori, Santa Maria in Trastevere non sono solo punti di incontro per bere una birra con gli amici, ma sempre più spesso, luoghi dove è molto facile trovare roba e consumarla tranquillamente sotto gli occhi “distratti” delle pattuglie di polizia che dovrebbero sorvegliare queste zone».
E allora qual è la vostra ricetta: tolleranza zero e carcere per tutti?
«Assolutamente no. La tolleranza zero e il carcere lo vorremmo per le organizzazioni criminali che controllano il traffico degli stupefacenti e accumulano ricchezze incredibili sulla pelle di tanti ragazzi che a cuor leggero vengono coinvolti in una pratica, sicuramente dannosa, ma che viene presentata dalla cultura dominante come un normale costume giovanile, uno stile di vita al passo con i tempi».
Insomma, cosa proponete di nuovo?
«Secondo noi occorre davvero voltare pagina, cambiare registro e muoversi su due direttrici distinte ma parallele fra loro. Da una parte la lotta senza quartiere ai trafficanti internazionali e agli spacciatori di casa nostra, utilizzando tutti i mezzi possibili; dall’altra un programma di iniziative che offrano ai giovani l’opportunità di poter vivere la loro vita in maniera positiva e lontani dalla tentazione di emozioni e soddisfazioni attraverso le droghe».
Allora, in concreto, cosa chiedete?
«Siamo convinti che le istituzioni, dal Governo alle Regione, dal Comune ai Municipi debbano concentrare l’attenzione sul mondo giovanile. Non servono iniziative spot, ma proposte concrete di impegno e di coinvolgimento culturale 365 giorni l’anno. Basterebbe aprire le scuole e le palestre degli istituti scolastici alle associazioni giovanili di quartiere nelle ore pomeridiane e serali, aprire ai giovani della città i tanti Circoli sportivi privati riservati a ristrette elite, per farli diventare punti di incontro e scambio fra le diverse generazioni e i diversi ambienti sociali. E poi ingresso gratuito nei musei per i giovani e agevolazioni con forti riduzioni per gli spettacoli teatrali, musicali e cinematografici. Il miglior investimento per una nazione è quello sulle nuove generazioni».