Per drogarsi basta passeggiare L’aria è "inquinata" dalla cocaina

Lo rivela uno studio sulle due metropoli spagnole. E non c’è banconota in circolazione che non presenti tracce di "neve". I residui di polvere bianca finiti nell fogne equivalgono a 70mila dosi giornaliere

Madrid - Niente di più bello che una passeggiata sulla Rambla di Barcellona o nella Piazza d'Oriente di Madrid. Milioni di italiani ogni anno si lasciano affascinare dalle due città e tornano a casa con dolci ricordi. Quello che finora non si sapeva è che, a inebriarli, sono forse anche tutte le droghe che, come il polline, circolano nell'aria. Uno studio svela infatti che a Barcellona e a Madrid fluttuano nell'etere almeno 17 composti appartenenti a cinque droghe: cocaina, anfetamine, oppiacei, cannabinoidi e acido lisergico (Lsd). E in concentrazioni che fanno pensare. Perdipiù non c’è banconota (vengono usate come cannucce per sniffare) che non presenti tracce di polvere bianca.

A scoprirlo sono stati gli studiosi del Csic (il Cnr spagnolo) con un'idea semplice e tecnologia all'avanguardia. Hanno piazzato in normali centraline per il rilevamento dello smog dei particolari filtri al quarzo capaci di captare anche bassissime quantità di droga. Così hanno scoperto che nell'aria di Barcellona viaggia una media di 210 picogrammi di cocaina (un pgr equivale a un miliardesimo di milligrammo), una percentuale che arriva a quadruplicarsi nei fine settimana. A Madrid la media si situa invece sui 480 picogrammi e le centraline hanno rivelato anche una forte presenza (143 pgr) di eroina.

Secondo gli esperti questo si deve al fatto che nella capitale questa droga si fuma, mentre a Barcellona si tende più ad usarla in vena. Lo studio del Csic infatti rileva solo «ciò che si inala o fuma», ha spiegato Damiá Barceló, uno dei ricercatori alla Bbc Mundo. Per questo le centraline non hanno mancato di rilevare anche il metabolita della cannabis, molto presente soprattutto durante la settimana.

Le quantità rilevate (dai 29 ad un massimo di 850 picogrammi per metro cubo d'aria) «non sono pericolose per la salute», tranquillizza Barceló, anche perché per consumare una riga di cocaina «non basterebbe respirare quest'aria per mille anni», chiarisce Miren López de Alda, un altro scienziato del progetto. Per gli uomini del Csic lo studio dimostra peró che la Spagna fa un po' da padrona nel consumo delle droghe in Europa. A Roma infatti uno studio simile rilevó la presenza di 100 picogrammi di benzoilecgonina, il metabolita della cocaina, una cifra ben lontana dalla media dei 480 picogrammi di Madrid o dei picchi di 850 di Barcellona.

Lo studio conferma i dati che l'Onu pubblica ogni anno sulla droga. La Spagna è infatti al primo posto in Europa per il consumo di cocaina, e sul suo territorio si realizza ogni anno ben il 41% dei sequestri di droga di tutta l'Unione. Ma non è la prima volta che il Csic conferma questi dati. Proprio Barceló aveva dimostrato lo scorso anno che i fiumi di Barcellona trasportano più cocaina che ibuprofeno (componente fondamentale di anti-infiammatori e antidolorifici) e che nelle acque della capitale catalana finivano la bellezza di 70.000 dosi giornaliere di quella droga.

Dopo 15 anni di lavori, lo scorso novembre Barceló ha ricevuto il Premio Rey Jaime I proprio per i suoi studi sull'inquinamento delle acque, che ammette, sono più attendibili di quelli sull'aria. I rilevamenti dell'aria hanno un gran futuro, spiega lo scienziato, ma per questo lavoro si sono usate solo due centraline e «il risultato non è rappresentativo di tutta la città»: a Barcellona si è usata quella della zona universitaria dell'avenida Diagonal e a Madrid quella del campus dell'Università Complutense. Insomma uno «scherzetto» agli universitari: «Supponevamo di trovare almeno tracce di cannabis tra gli studenti», motivano gli scienziati.