Drogata e stuprata dall’amico

Una birra bevuta con un amico, poi almeno sei ore di completo blackout prima di risvegliarsi, completamente nuda, in un’auto.
È quanto ha denunciato una ventenne di Benevento, vittima di una violenza sessuale subita con ogni probabilità dopo essere stata drogata. La ragazza ha raccontato di avere trascorso la serata con un conoscente, prima di accettare il suo invito a fare sosta in un bar: subito dopo aver bevuto, avrebbe accusato dolori allo stomaco e conati di vomito salvo poi perdere completamente conoscenza. Di quanto accaduto tra la mezzanotte e le 6 del mattino successivo dice di non ricordare assolutamente niente: al risveglio, intontita e dolorante, è stata soccorsa e visitata dai sanitari del «Fatebenefratelli» che hanno accertato lo stupro. Una delle ipotesi al vaglio degli investigatori è che ad A.C. sia stato somministrata, con la birra, del «Ghb», una sostanza inodore, insapore e incolore - in origine usata per combattere l’alcolismo - che fa perdere i freni inibitori e ogni resistenza fisica oltre a non lasciare nemmeno il ricordo di quanto accaduto: è nota ed usata soprattutto nei Paesi anglosassoni come la «droga dello stupro».
Altro caso simile anche a Ostia dove un egiziano clandestino, già conosciuto dalle forze dell’ordine per spaccio è finito in manette con l’accusa di stupro. La vittima aveva denunciato la violenza, avvenuta nell’aprile scorso, dieci giorni fa quando, come ha detto ai carabinieri, aveva scoperto di essere incinta e di essere certa che la gravidanza era dovuta a quell’episodio. Si era sottoposta ad una visita medica che aveva accertato la violenza.
La ragazza ha raccontato agli investigatori di essere entrata con l’egiziano in un edificio per vedere degli oggetti da acquistare, ma che, dopo qualche ora, si era risvegliata intontita e seminuda.