Drogata si mette alla guida e uccide 2 pedoni sulle strisce

Venezia, vittima una coppia romena appena arrivata per una vacanza Arrestata l’investitrice

Venezia - Il caso gioca a mescolare gli ingredienti drammatici delle tragedie stradali, che ogni estate si ripetono, tutte uguali eppure così diverse.

L’altra sera due turisti romeni, marito e moglie, Georg e Mariana Duta, 47 e 45 anni, originari di Bucarest, sono stati falciati mentre attraversavano le strisce pedonali a Stra, lungo la statale che collega Venezia a Padova. Erano in vacanza in comitiva, in pullman, arrivati da poco a vedere le meraviglia di Venezia, scegliendo un albergo a Stra, l’Hotel Park Venezia (almeno il nome...), per risparmiare. Tour tutto compreso, per una vacanza indimenticabile di due settimane, la prima in Italia, la seconda in Grecia. Bella Italia, sì, peccato che non avessero fatto i conti con quel missile che è loro piombato addosso senza uno straccio di chance per evitarlo.

Sono stati ammazzati così, da una veneziana quarantaquattrenne sotto l’effetto di qualche droga, Paola Castegnaro, al volante di una Suzuki Baleno. Guarda l’ironia del destino: anche i nomi delle vetture, a volte, sembrano predestinati a tragedie che suscitano rabbia e reclamano giustizia. Così come ispirava rabbia e chiedeva giustizia quell’incidente capitato l’anno scorso a Trebaseleghe, nel Trevigiano, che causò la morte di una coppia di Spinea, un paese non molto lontano da Stra. Michele Bortoletti, 42 anni, e Ines Basso, 39 anni, vennero falciati da un furgoncino guidato da un autista di cui il test alcolimetrico si incaricò di accertare l’ubriachezza. Quell’autista era romeno e, all’epoca, tutti invocarono giustizia, leggi più rigide, la galera per i colpevoli.

Un anno dopo le leggi ci sono, la giustizia potrebbe battere un colpo e le porte della galera aprirsi d’incanto per chi guida e uccide a causa, stavolta, della droga. Sì, perché i carabinieri di Dolo, intervenuti per i rilievi dell’incidente, si sono trovati davanti due morti (la donna ha smesso di respirare poco dopo all’ospedale), una macchina semidistrutta a una cinquantina di metri di distanza e una donna visibilmente sconvolta. Scesa da quella macchina Paola Castegnaro, di Fiesso d’Artico, ha cominciato a inveire contro i presenti. È stata subito sottoposta alla prova del palloncino. Zero, non c’era traccia di alcol. Eppure si comportava in maniera strana, quasi non ci fosse completamente con la testa. Di qui la decisione dei carabinieri di sottoporla all’esame tossicologico, che ha rivelato la presenza di una forte dose di sostanza stupefacente, come se fosse stata assunta poco tempo prima.

Nubile, senza lavoro fisso, la donna è nota alle forze dell’ordine proprio per storie di droga. E in quel momento quelle storie si sono trasformate in una tragedia, indotta proprio da quel veleno che annebbia mente e riduce i riflessi. Due morti, così, solo per aver avuto la «balzana» idea di andare a prendere un gelato attraversando la strada sulle strisce pedonali dopo aver appoggiato le valige in albergo. A Stra erano arrivati poco meno di mezz’ora prima di trovar la morte. Nel loro tour di 14 giorni era prevista una settimana in Italia e una in Grecia. Ieri mattina infatti la comitiva con cui erano arrivate le due vittime è ripartita verso Verona per poi raggiungere Milano. Sembra che con il gruppo se ne sia andato anche il fratello di Mariana Duta, forse per raggiungere il consolato romeno che si sta occupando delle procedure per il rimpatrio degli sfortunati coniugi.

Rispetto all’anno scorso, le leggi danno più potere ai carabinieri e ai giudici. Così il pm, Alessia Tavernieri, ha disposto l’arresto per omicidio colposo della guidatrice. Per una notte, visto lo stato confusionale, è stata piantonata all’ospedale di Dolo, poi è stata trasferita nel carcere della Giudecca.