Da Drogba a Boruc destinazione Milan

Sergio Ramos, Mohammed Sissoko, Ronaldinho, Didier Drogba, Amantino Mancini, Javier Saviola, Obafemi Martins, Lucas Podolski, Arthur Boruc, Rafael Van Der Vaart, Peter Crouch, Daniel Alves, lista che si interrompe per non cadere nel tedioso. Sono gli scontenti, stanchi di stare lì anche se il loro contratto non è in scadenza, gente che se ne va, magari non subito ma è in piena trattativa. Non è una novità, è la scintilla che muove il mercato nascosta dietro le scelte di vita, più soldi e contratto più lungo, difficile non accettare. Anche se dietro a volte ci sono motivazioni valide: uno come Javier Saviola, ex erede designato di Maradona mai esploso nella Liga, cosa ci fa a Madrid, chiuso a soli 26 anni? Lo cerca il Bolton per sostituire il partente Nikolas Anelka, 7 milioni di valutazione, giocatore che se si ritrova vale un salto di qualità.
La trattativa più eccitante resta quella legata all’ingaggio di Mohammed Sissoko, centrocampista maliano con passaporto francese di 22 anni tradito da Rafael Benitez che se lo è portato da Valencia a Liverpool e non lo fa giocare. In estate la Juventus lo ha cercato, lui ha rifiutato e ora è pentito. Alla Juve non interessa se non può essere impiegato in Europa e si è rifatta sotto, ma anche per la Fiorentina vale il medesimo ragionamento. Sono in corsa per il centrocampista proprio ora che anche l’Inter si è inserita, il Liverpool chiede 40 milioni di sterline ma Sissoko è scontento, vuole andarsene e il suo prezzo scade miracolosamente tanto che qualcuno ha ipotizzato che con meno di 10 milioni di euro potrebbe lasciare Anfield Road, così come Crouch, il portiere Carson e Benitez che darebbe via al giro delle panchine se torna a Valencia, con Rjikaard partente da Barcellona e Mourihno pronto a sostituirlo con il Bayern in allerta per portarlo in Bundesliga, ribalta che mal si adatta al portoghese.
La Juventus marca gli scontenti da vicino. Van der Vaart ha rifiutato un prolungamento a quattro milioni a stagione: «Non firmo - ha detto ai dirigenti dell’Amburgo -, la Juventus si sta interessando a me e io mi posso immaginare con quella maglia la prossima stagione». Stessa storia per il centravanti Huntelaar dell’Ajax: «Il mio sogno è giocare in un grande club e la Juventus lo è». Facile cambiare squadra, anche per chi ha appena prolungato il contratto fino al 2011 come il portiere Arthur Boruc, polacco del Celtic che non può giocare in Champions ma resta l’acquisto estivo più probabile del Milan. Obafemi Martins è praticamente disperato, non ne può più del Newcastle e vuole tornare in Italia. Ha un ingaggio di 3 milioni a stagione e anche un nuovo procuratore. Anche Goran Pandev è alle prese con i procuratori e li diffida: «Basta con quei sedicenti agenti che prendono contatti a mio nome - avverte il macedone -. Sono della Lazio e intendo onorare il contratto». È in scadenza nel 2010, di rinnovarlo non se ne parla per sua stessa ammissione: «Prima scadono quelli di tanti giocatori più importanti di me». È sul mercato come Amantino Mancini, demotivato dal tetto ingaggi di Rosella Sensi fermo a 2,5 milioni. Cifra che per ora supera solo Francesco Totti e in proiezione Daniele De Rossi, ma non così scontata per Alberto Aquilani, da qui le voci su un suo probabile arrivo all’Inter. Un altro che lascia Roma è Mauro Esposito, anche gli italiani sono scontenti: Arturo Lupoli, Pasquale Foggia e il suo amicone Davide Marchini, Christian Riganò e Rolando Bianchi pentiti della loro esperienza all’estero, Gianluca Curci stanco di fare il secondo di Doni alla Roma e quattro palermitani: Agliardi vicino alla Lazio, Diana al Torino, Bresciano in Inghilterra e Brienza al Parma. Carlo Ancelotti ha ribadito che l’arrivo di Pato completa la rosa, poi questa sembrerebbe la classifica delle preferenze per l’attacco: Drogba «Sono stanco di Chelsea e dopo tre anni in genere cambio squadra», Ronaldinho, Amauri e Rolando Bianchi. Blumer Elano e Nuno Maniche pronti a giocare subito nel centrocampo dell’Inter. Ma attenzione agli scontenti, la menano fino all’esaurimento, minano la serenità dello spogliatoio e se si comportano così hanno già in mente un’altra squadra. Meglio lasciarli partire e meglio farlo subito .