«Ds bugiardi, partecipavano alla scalata»

Riunione con il Motore azzurro di Forza Italia: dal 21 gennaio tour nelle regioni, a partire dalla Toscana

Adalberto Signore

da Roma

Gioca a tutto campo Silvio Berlusconi. E appena arrivato all’Eur per partecipare alla riunione del cosiddetto Motore azzurro - la macchina organizzativa che sta preparando la campagna elettorale di Forza Italia - attacca con forza la sinistra e «le sue accuse assolutamente infondate». Il viso è tirato e il tono della voce deciso. Il premier parla del condono fiscale per il quale tante critiche si sono levate dall’Unione, esclude categoricamente di essere socio di «Consorte o chissà chi altro», vede una Casa delle libertà in ripresa e, soprattutto, torna con forza sul caso Unipol perché tra «gli uomini della sinistra c’è chi mente sul ruolo avuto nella scalata» a Bnl.
Diritti tv e condoni. La prima questione sul tappeto è quella dei 1.800 euro con cui il premier ha sanato la sua posizione fiscale tra il 1997 e il 2002 relativa ad alcuni diritti tv e avvalendosi di una legge inserita nella finanziaria del 2003. La replica di Berlusconi è repentina: «Sono come al solito accuse assolutamente infondate. Da parte mia non c’è stato alcun risparmio». «Naturalmente - aggiunge - non ero a conoscenza di quanto fatto dai fiscalisti e dai commercialisti che hanno compiuto un’operazione di routine, non chiedendo il condono tombale, che copre tutto, ma soltanto il condono su eventuali inesattezze formali. Tanto è vero che la cifra è di trecento euro all’anno e credo che siano stati milioni e milioni gli italiani che lo hanno fatto affidandosi ai propri commercialisti». Insomma, secondo il premier, «non c’è stato nessun risparmio di imposta perché l’eventuale pretesa dei pm di Milano su eventuali somme che io avrei dovuto pagare al fisco è assolutamente infondata». È la sinistra, aggiunge, che «in collaborazione con certi giudici», cerca disperatamente qualcosa «per controbilanciare l’enorme crisi in cui si trova per i fatti emersi in questi giorni».
Ds e Bnl. Poche parole, dunque, e Berlusconi sposta nuovamente la barra della querelle politica sul caso Unipol. Cosa che, probabilmente, in un primo momento non aveva intenzione di fare, convinto che sull’affaire Consorte non sia affatto necessario mettere legna sul fuoco. Per questo lunedì sera, ospite di Giuliano Ferrara a Otto e mezzo, era stato sì molto critico ma senza mai andare oltre una certa misura. E sempre per la stessa ragione aveva deciso di tenere un atteggiamento simile anche nel Porta a Porta con Fausto Bertinotti in programma questa sera. Poi è arrivata la questione condono, con annessa e prevedibile l’alzata di scudi dell’Unione. E così il premier ha preferito mettere da parte la prudenza e andare all’attacco. «Gli uomini della sinistra - dice - hanno mentito riguardo ad una loro non partecipazione alla scalata delle coop nei confronti della Bnl». Poi, riferendosi all’«importante azionista» della banca romana che gli aveva chiesto consigli sull’operazione Unipol, Berlusconi spiega che «al momento opportuno si potrà anche capire chi è». E «questo dimostra che non c’è stato solo un tifo da stadio ma che invece i vari protagonisti di cui si parla in questi giorni sono scesi direttamente e personalmente in campo per far sì che questa operazione potesse riuscire».
Hopa e Fininvest. Il presidente del Consiglio, poi, dice di considerare «assolutamente infondate e false» le notizie secondo le quali sarebbe socio di Giovanni Consorte e di Emilio Gnutti nell’ambito della vicenda Unipol. E replicando a Massimo D’Alema che lo aveva chiamato in causa a proposito della partecipazione di Fininvest a Hopa, la finanziaria di Gnutti e Consorte, ribadisce la sua estraneità alle attività del suo gruppo «dal gennaio del ’94». «Mi sono informato su questa vicenda solo ieri - aggiunge - e entro la fine di questo mese Fininvest ritornerà in possesso delle azioni Olivetti (adesso Telecom, ndr) e quindi non sarà in alcun modo socia di Hopa».
Sondaggi e alleanze. Durante la riunione del Motore azzurro, Berlusconi si è invece concentrato sulla campagna elettorale. E stando agli ultimi sondaggi del premier «la Casa delle libertà è in forte rimonta» e lo scarto con l’Unione si sarebbe addirittura ridotto a «appena 1,6 punti» percentuali. Una rilevazione, spiega il presidente del Consiglio, «fatta ieri sera» e che si riferisce alla situazione attuale, con l’Unione composta da undici partiti e il centrodestra che ne conta solo quattro. Insomma, visto che «l’intesa con Nuovo Psi e la Dc di Rotondi è praticamente chiusa» e quella con il movimento di Alessandra Mussolini è vicina, di margini di miglioramento ce ne sarebbero ancora molti.
Manifesti e comizi. Messa una pietra sopra alla riforma della par condicio, Forza Italia sta studiando una campagna elettorale d’attacco per colmare quello che al Motore azzurro definiscono un «lieve svantaggio». La strategia nel dettaglio la illustra lo stesso Berlusconi: nuovi cartelloni, probabilmente senza il volto del premier, una presenza costante sui giornali locali in tutte le forme possibili, opuscoli per spiegare le «tante cose fatte» dall’attuale governo e le linee guida dei prossimi cinque anni. E, in attesa dei faccia a faccia televisivi con i leader dell’Unione - su cui Berlusconi ripone grande fiducia - il presidente del Consiglio annuncia un vero e proprio tour elettorale per l’Italia che prenderà il via il 21 gennaio da una delle regioni rosse per antonomasia, la Toscana. Poi toccherà a Sardegna, Emilia Romagna, Marche, Veneto, Lombardia, Lazio, Puglia e Sicilia.