Ds contro, Angius attacca Fassino

«Houston, ci sentite?». Vicenza o no, l'America fa sempre capolino nei giorni tormentati della sinistra italiana. Nella fattispecie, ad invocare idealmente l'intervento della Nasa è il senatore diessino Gavino Angius: «Di fatto i Ds stanno per sciogliersi per dar vita al Partito democratico insieme alla Margherita. Mi sembra francamente una mezza avventura, che ricorda la tristemente famosa missione Apollo 13: con ottimi piloti ma con l'astronave ammaccata, si rischia di partire per un'impresa ambiziosa e finire per rischiare la pelle».
Angius ha scelto Genova per iniziare ad illustrare la cosiddetta «terza mozione», il documento di cui il senatore è il primo firmatario e che, al congresso della Quercia di aprile, tenterà di rappresentare l'alternativa tra i due litiganti Piero Fassino e Fabio Mussi: mentre il primo ha già inserito le chiavi nel cruscotto della macchina della fusione Ds-Margherita, il secondo fa intendere che, piuttosto che salirvi, preferisce incamminarsi verso lidi meno moderati.
«La terza mozione - spiega Angius - non propone di cambiare il segretario, ma la linea del partito. Che deve far nascere una federazione che comprenda tutte le anime della sinistra: riformismo, ambientalismo, laicismo eccetera». E i cattolici? È proprio questo uno dei punti cruciali: «Il manifesto per il partito Democratico parla di cristianesimo come punto di riferimento e di “laicità con cautela”», il che per il laicissimo Angius è paradossalmente una bestemmia. Per cui ben vengano i cattolici, ma disposti al confronto con le altre forze del centro sinistra. «La nostra proposta - prosegue il senatore - è un partito federato, che dovrà chiamarsi Partito democratico socialista, che aderirà senz'altro al Partito socialista europeo e sarà pronto a presentarsi alle politiche del 2011. Una proposta costruttiva, che penso esprima ciò che portano nell'anima moltissime compagne e compagni. E anche, perché no, alcuni appartenenti alla Margherita».
Troppo silenzio, però, intorno alla terza mozione. Un silenzio che preoccupa Angius e i suoi: «Sembra quasi che sia tutto deciso dall'alto: ultimo congresso della storia della Quercia, scioglimento, nascita del Partito democratico. Più che in un partito, sembra di stare in una caserma, dove bisogna obbedire senza fiatare», commenta malignamente.
Una battuta, il senatore la concede anche sulle elezioni amministrative genovesi: «Sono soddisfatto, credo che la miglior persona possibile per guidare Genova sia Marta Vincenti». Proprio così, non è un errore di battitura: Angius lo fa capire, Freud con un lapsus dei suoi lo conferma. A Genova i Ds si sentono già la vittoria in tasca.