Ds contro Ferrovie in stazione Principe-Nervi: un’ora e mezza

I parlamentari diessini Graziano Mazzarello e Franco Raffaldini mercoledì sera hanno vissuto in diretta l' odissea di un gruppo di pendolari che per andare dalla stazione Principe a Nervi hanno impiegato oltre un' ora e mezza.
«Alla stazione di Principe i viaggiatori sono stati spostati sul Parma che si è rotto alla stazione di Brignole, per cui sono stati rispostati sul Nervi in ritardo che nel frattempo era arrivato - racconta Mazzarello -. Il tutto spostandosi da un binario all' altro. E andata proprio così. Erano proprio disperati e arrabbiati».
Mentre i parlamentari raccontavano questi fatti ai giornalisti, nel corso di una conferenza stampa convocata nella sala d' attesa del binario otto alla stazione di Brignole, sul binario si stava verificando l' ennesimo disguido: il treno per la Spezia delle 12.20 in ritardo di mezz' ora per mancanza di macchinisti e i passeggeri inferociti a chiedere informazioni al capotreno.
«Se non si interviene in fretta il rischio è il tracollo del sistema»: hanno commentato i due parlamentari Ds.
L'iniziativa promossa da Mazzarello e Raffaldini, «casualmente» promossa in periodo pre-elettorale, si estenderà alle altre regioni italiane.
Lo scopo dell’intervento, che avviene a pochi giorni dall' audizione dei vertici di Trenitalia alla Camera e all' indomani dell' incontro con le regioni, è di «spingere la dirigenza delle ferrovie ed il governo, che nella finanziaria 2006 ha tagliato alle ferrovie 3 miliardi di euro, ad occuparsi di questo disastro».
«La Liguria - ha affermato Mazzarello - conferma situazioni disastrose che si riscontrano anche nelle altre regioni, in particolare Piemonte e Toscana. Lo abbiamo verificato, tra ieri sera e stamani, andando sui treni, verificando le soppressioni, i cambi di binari senza avvisi e i ritardi. Inoltre, andando nelle officine, abbiamo appurato che mancano i pezzi di ricambio Gli operai, molto spesso, sono obbligati a smontare pezzi da un treno a montarli su un altro». In Liguria, secondo i dati forniti dalla delegazione parlamentare, su 7000 treni soppressi in dicembre in tutt'Italia, ne sono stati soppressi 1000. «Oggi siamo a livello di 10 soppressioni al giorno» hanno precisato.
«Le soppressioni dei treni - ha specificato Raffaldini - avvengono nel 75% dei casi per mancanza o rottura dei locomotori, nel 25% per mancanza di personale. La puntualità nel mese di dicembre 2005 è peggiorata di 15 punti rispetto ai mesi precedenti che pur erano in calo rispetto al 2004».