Ds in crisi, dopo Mussi anche Angius se ne va "Compagni addio..."

Al congresso della Quercia non aveva nascosto le perplessità sul Partito democratico, in particolare sulla collocazione internazionale e la laicità dello Stato. Salvi: &quot;Decisione coraggiosa. Per lui porte aperte nella nostra nuova formazione politica&quot;<br />

Roma - Il leader della terza mozione congressuale dei Ds, Gavino Angius, lascia il partito. Ha ufficializzato la sua decisione con una lettera al segretario Fassino. A differenza del ministro Fabio Mussi, che aveva reso pubblico l'abbandono della Quercia già al Palamandela di Firenze, Angius era rimasto in silenzio, pur non nascondendo il proprio dissenso dalla linea decisa dai vertici del partito. In particolare il leader della terza mozione dei Ds non aveva nascosto le proprie perplessità rispetto al percorso verso il Pd, in particolare su alcuni temi, come la collocazione internazionale e la laicità.

Oggi Angius fa sapere che il suo dissenso "non è compatibile con la partecipazione alla fase costituente" che porterà alla nascita del Partito Democratico. "Di conseguenza - annuncia il leader della terza mozione - non parteciperò al comitato promotore votato dal nostro congresso che avvia la nascita del nuovo partito. È una decisione per me sofferta e difficile ma coerente con ciò che penso e sento", sottolinea Angius, che insieme ad Alberto Nigra, Mauro Zani, Massimo Brutti e Mezzetti era stato eletto nel comitato promotore.

Salvi: "Decisione coraggiosa e importante" "È stata una decisione coraggiosa e importante, coerente con l'impianto che Angius aveva dato alla sua proposta". Cesare Salvi, esponente di spicco della sinistra Ds è tra i primi a commentare la decisione di Gavino Angius di non partecipare alla fase costituente del Partito democratico. "Angius a differenza di noi - sottolinea Salvi - sperava ancora di poter rettificare la rotta di questo Partito democratico. E verificato che questo non era possibile dichiara l'indisponibilità a partecipare a un partito del quale non riconosce, come noi non riconosciamo, quei tratti socialisti, laici e di sinistra che sono indispensabili per far valere le ragioni della sinistra in Italia".

Pronto nuovo gruppo al Senato Potrebbe chiamarsi "Gruppo della sinistra democratica per il socialismo europeo" e sarà composto da almeno 10 senatori. Cesare Salvi conferma quanto anticipato da Mussi sui gruppi autonomi della sinistra Ds in Parlamento, dopo il congresso di Firenze. Porte aperte ad Angius. Intanto i 10 senatori che daranno vita al gruppo nei prossimi giorni sono, oltre a Salvi, Massimo Villone, che potrebbe essere il capogruppo, Antonio Battaglia, Giovanni Bellini, Paolo Brutti, Piero Di Siena, Guido Galardi, Nuccio Iovene, Giorgio Mele, Silvana Pisa.

Brutti: "Decisione individuale, non lo seguo" "Angius ha scelto di uscire dai Ds: è una decisione individuale che mi addolora profondamente". Massimo Brutti, che sosteneva la terza mozione non seguirà Angius. "Firmando la terza mozione, ho assunto con molti altri l'impegno di lavorare per una forza politica nuova, capace di unire tutte le componenti del riformismo italiano e nella quale siano chiare e forti le ragioni e le idealità della sinistra. Abbiamo criticato la mozione di Piero Fassino perché la consideravamo insufficiente, non perché fossimo contrari all'obiettivo di una unificazione larga delle forze che sono state in questi anni partecipi dell'esperienza dell'Ulivo.