Ds a due volti: a Roma no, a Firenze sì

Quercia in trincea per il maggioritario. Ma in Regione l’anno scorso l’ha affossato

Marco Bastiani

da Firenze

Se a Roma i Ds sono pronti alle barricate pur di non far approvare la nuova legge elettorale proporzionale, a Firenze la stessa Quercia non solo ha promosso e approvato una normativa regionale proporzionale, ma è stata disposta anche ad accordarsi con l’opposizione di centrodestra per trovare un testo condiviso.
Si riferisce proprio alla legge toscana il botta e risposta fra il coordinatore nazionale azzurro, Sandro Bondi («I Ds in Toscana hanno approvato una legge identica alla nostra») e il segretario della Quercia, Piero Fassino («Non sa di cosa parla»). La legge elettorale toscana, approvata il 7 maggio 2004, è stata votata da Ds, Verdi, An, Fi e Sdi e avversata solo da Margherita e Udc (Prc e Pdci si sono astenuti). Attuata con successo, ha portato il numero dei consiglieri da 50 a 65: un’opzione voluta per l’aumento delle responsabilità legislative dei consigli regionali. È prevista l’elezione diretta del presidente della Regione, con un premio di maggioranza per la coalizione che lo sostiene. La soglia di sbarramento è del 4 per cento (per i partiti collegati a presidenti che ottengono meno del 5 per cento dei voti) e dell’1,5 per cento (per partiti collegati a presidenti che ootengono più del 5 per cento). Una normativa, dunque, estremamente simile a quella proposta in questi giorni dalla Cdl e pesantemente contestata dai Ds.