La ds: iter lungo? L’importante era partire

da Buenos Aires

«Che la procedura duri gli anni che deve durare, l'importante è averlo fatto», ha assicurato Mirella Giai, la candidata dell'Ulivo nelle recenti elezioni degli italiani all'estero nella circoscrizione dell'America Meridionale, in merito al suo ricorso alla giunta elettorale del Senato contro l'assegnazione del seggio a Palazzo Madama a Edoardo Pollastri. Il seggio in un primo tempo era stato aggiudicato a lei, tanto che aveva rilasciato diverse interviste come neosenatrice.
«Il ricorso l'ho presentato lo scorso 8 maggio», ha precisato mentre si trovava a Rosario, la città a 300 chilometri da Buenos Aires dove risiede da decenni, dopo essere emigrata dal Piemonte. «Grazie ad una serie di controlli incrociati, ho potuto riscontrare, tra l'altro, che in una sezione di Caracas avevo ottenuto 130 voti e Pollastri 16, mentre nel verbale, e ne ho una copia, è stato registrato il contrario», spiega Mirella Giai, che ha 76 anni. In pratica, in un primo tempo il seggio le era stato assegnato perchè aveva ottenuto 18.506 voti mentre a Pollastri, residente a San Paolo, in Brasile, ed in quota Margherita, ne erano stati assegnati 18.376; poi però s'era vista escludere per una sessantina di voti in più all'altro candidato. Lei invece ora assicura che «da dati in mio possesso io ho avuto 19.560 voti e Pollastri 19.409».
«Semplicemente non mi sembra corretto quanto è accaduto», ha anche specificato, sottolineando di voler andare avanti «per principio e per le persone che mi hanno votato e che mi sono vicine». «Se i riconteggi dessero la vittoria a Pollastri, tanto di cappello, sarei la prima a fargli i complimenti».