Il ds della Juve: «Mi ha chiamato Moggi»

Secco: «La sua solidarietà dopo la contestazione» Cobolli: «Nessun rapporto con la vecchia società»

da Torino
La Juve che ieri era di scena a Chiusa Pesio per un’amichevole è riuscita un’altra volta a complicarsi la vita. Le premesse erano già particolari, vista la contestazione di sabato nei confronti del ds Secco e le lamentele di Werth, agente di Deschamps, che aveva accusato la società di volere emarginare il suo assistito. Ha cominciato Secco: «La contestazione mi ha lasciato indifferente. Ho ricevuto telefonate di stima e affetto da parte di tanti, semplici tifosi, giornalisti e procuratori. Anche quella di Luciano Moggi: mi ha invitato a non mollare». Proprio lui, Big Luciano. Che secondo alcuni avrebbe ancora un ruolo attivo nelle strategie bianconere e che lo stesso Secco ha voluto sostanzialmente ringraziare per la solidarietà. Peccato che il presidente Cobolli Gigli abbia poi preso le distanze dal suo ds: «Prendo atto di quello che ha detto Secco. Se mi sembra normale? Conosco Moggi solo dalle descrizioni che ne fanno i giornali, quindi mi è difficile darne un giudizio. È un signore che negli anni scorsi ha fatto tante cose per la Juve: di certo, la Juve trasparente del presente non ha e non deve avere rapporti con la Juve del passato». Secco ha poi precisato che i rapporti con Moggi sono «umani e non professionali, come tra due persone che si conoscono da anni».
In quanto al futuro di Deschamps, Cobolli e Secco sono in sintonia: «Le dichiarazioni del suo agente le abbiamo trovate intempestive e inesatte. Sarebbe meglio parlare tutti di meno: agenti e procuratori dovrebbero astenersi del tutto». Quasi piccato invece è Cobolli a proposito delle garanzie chieste dai giocatori sulla Juve che verrà: «La garanzia che diamo noi è quella di pagare lo stipendio il 28 di ogni mese. Mi fido di Blanc: sarà una Juve in grado di qualificarsi per la Champions».
Obiettivo fissato, insomma. Adesso bisognerà vedere se a Deschamps basterà o se le sue ambizioni saranno altre. E ancora: se la squadra che sta nascendo lo soddisferà oppure no. «La Juve che verrà sarà composta dall’ossatura attuale più altri tre-quattro elementi - ha aggiunto Cobolli Gigli -. Scudetto? Non voglio più parlarne: se dico che è utopia vengo criticato e si fanno disquisizioni linguistiche e filosofiche su cosa significhi utopia. Se mi limito a dire che è difficile, vengo frainteso comunque. Il nostro obiettivo è quello di fare una serie A dignitosa che ci permetta di raggiungere l’Europa che conta. Con Buffon & C. cominceremo a parlare seriamente dopo la matematica promozione in serie A». Sarà quello il momento in cui tutti i nodi verranno al pettine.