Dubai festeggia la crisi economica con il party più caro della storia

Dubai festeggia la crisi con una festa da Mille e una Notte, un party da record per numeri e costi: 20 milioni di dollari e 2.000 invitati. Il crollo di Wall Street ha toccato anche il piccolo e ricco emirato, dove i prezzi degli immobili sono scesi da settembre del 4 per cento. Poco importa al miliardario sudafricano Solomon Kerzner e ai suoi soci della compagnia edile governativa Nakheel che ieri, dimentichi per una notte dei numeri infausti, hanno inaugurato l’hotel Atlantis, The Palm, albergo di super lusso che sorge su un’isola artificiale a forma di palma, nel modo più eccentrico possibile. Tra i 2.000 invitati, moltissimi i vip in arrivo da tutto il mondo.
Ieri il tappeto rosso è stato solcato da attori e attrici, Robert De Niro, Denzel Washington e Lindsay Lohan; dalla regina americana del talk show Oprah Winfrey; dalla cantante Janet Jackson; dalla pop star libanese Nawal Zoghbi; dalla superstar di Bollywood Prianka Chopra; dall’ex campione di basket Michael Jordan e dai membri della famiglia reale dell’emirato. L’organizzazione ha ingaggiato la società che ad agosto si occupò dei fuochi d’artificio all’apertura del Giochi olimpici di Pechino: per illuminare a giorno con lo spettacolo pirotecnico i 43 chilometri di costa dell’isola-palma ha sborsato 3 milioni e mezzo di euro. La voce della serata, la bella australiana Kylie Minogue, è stata pagata 2 milioni e 300mila euro per un’esibizione di 60 minuti. Gli organizzatori hanno speso per ogni invitato 5.900 euro. La cena è stata cucinata da chef scelti sulla guida Michelin. La costruzione dell’hotel Atlantis è cominciata ben prima che si iniziasse a parlare di crisi ed è costata due miliardi di euro. Il palazzo vagamente orientaleggiante, rosa corallo, ha 1.539 stanze ed è formato da due torri collegate da un ponte sul quale si trovano due suite da 20mila euro a notte. La camera più economica costa 600 euro. All’interno dell’albergo c’è un acquario con 65mila creature marine, tra cui squali e delfini fatti arrivare dal Pacifico con sommo orrore di gruppi animalisti.
Dubai non è nuovo a queste follie immobiliari: poco distante sorge l’albergo Burj Al Arab, celebre per i suoi rubinetti in oro, e il Burj al Dubai, nuova torre di 800 metri e 200 piani.
Nel mezzo del deserto, l’emirato vanta anche un enorme complesso da sci artificiale. Ma nonostante questi record e i fasti del party di ieri notte, la crisi è sbarcata anche qui: dopo anni di boom, i prezzi degli immobili sono scesi da settembre a oggi a livelli record, secondo uno studio della banca Hsbc; i clienti delle abitazioni di lusso, riporta il giornale in lingua inglese degli Emirati arabi, The National, sono sempre più rari; gli speculatori sono a corto di credito.
Anche la Borsa ha subito colpi importanti e il più grande istituto di credito islamico degli Emirati, Amlak, ha sospeso i prestiti. La stessa Nakheel ha parlato di prossima diminuzione dei progetti e l’azienda di costruzioni Damac ha appena annunciato 200 licenziamenti. Eppure, a Dubai gli investitori assicurano che continueranno a puntare sul settore immobiliare e alberghiero, primo fra tutti Kerzner, il signor Atlantis, che definisce il suo hotel e la megafesta di ieri un investimento per il futuro.