Tra dubbi e paure, la vita è dura come una maratona

Sport e scena si incontrano per accompagnare un evento cittadino che da anni appassiona romani e non. In occasione della maratona di Roma, la regista Imogen Kusch presenta infatti, al Colosseo Nuovo Teatro «Marathon», versione femminile della celebre pièce di Edoardo Erba «Maratona di New York» interpretata da Silvia Mazzotta e Francesca Olivi e accompagnata dalle musiche originali di Andrea Mieli e Sergio Ferrari (da questa sera). Il testo - scritto alcuni anni fa, accolto da straordinario successo, più volte allestito sia sulla nostre scene sia all’estero, pubblicato da Ubulibri e tradotto in 15 lingue - racconta di due amici che in vista dell’impegnativa gara che li attende si allenano per un’ora correndo insieme. Ovviamente questo è solo il pretesto. Perché qui, in realtà, parlare di sport serve (e aiuta) a parlare della vita, della sofferenza, dell’insoddisfazione, della paura, dell’amicizia, dei sentimenti più diffusi. Il bravo autore lombardo (del quale sempre la Ubulibri ha pubblicato di recente la raccolta «Sei commedie in commedia») non si risparmia in fatto di sottolineature grottesche, di sapori un po’ amari da deglutire, di aperture surreali e, come spesso nelle sue opere, ci regala uno spaccato umano credibile, pietoso e assolutamente moderno. Lo spettacolo realizzato ora dalla Kusch - già regista di una versione maschile dello stesso titolo - declina al femminile tutto questo carico di sottigliezze psicologiche ed emotive (in ballo c’è la ricerca di sé, la corsa verso un traguardo intimo e personale) e rappresenta una bella sfida in termini artistici. Ma anche un modo originale per «connettersi» con una società in cui sempre più donne praticano sport e corrono nelle maratone urbane. Convinte che vincere non sia poi così importante. Repliche fino al 22 marzo. Informazioni: 067004932.
sulla maratona di Roma altro pezzo di Morelli a pagina 46