«La Ducati è super e io so sfruttarla»

da Brno

Settimo successo stagionale, secondo consecutivo, per una superiorità così netta da rendere noioso tanto il GP quanto il campionato: questo Casey Stoner non si batte. «Qui a Brno - racconta -, il pacchetto Ducati-Bridgestone era nettamente il migliore e quindi a me non è restato altro da fare che sfruttarlo». «Sia a Laguna Seca sia a Brno - è la tesi di Paul Denning, team manager della Suzuki -, avevamo tutto per vincere e i nostri piloti hanno guidato al meglio. Se non ci sono riusciti è solo perché Stoner ha fatto la differenza». Ed è così dall’inizio dell’anno. Indubbiamente, la Ducati è una gran moto e le gomme sono eccezionali, ma Stoner è in uno stato di grazia incredibile, che gli permette di guidare da grandissimo campione, al di là dei suoi 21 anni.
«Tutto sta andando per il meglio - dice Casey -, e dopo il warm up ero convinto di poter disputare una buona gara. Sono partito bene, ma Hopkins mi è sempre rimasto vicino. Ho temuto che potesse riprendermi, ma a otto giri dalla fine il mio vantaggio è aumentato». Adesso, con 60 punti su Rossi e 80 su Pedrosa, il mondiale sembra praticamente finito, ma Stoner non ne vuole sentire parlare. «Ho una buona opportunità, ma io continuo a concentrarmi sulla singola gara: credo sia la giusta mentalità». Oltre che nel modo di guidare, l’australiano impressiona per come riesce a sopportare la tensione nonostante sia sempre più al centro dell’attenzione.
«Gara dopo gara la mia moto migliora e questo mi permette di guidare con maggiore sicurezza: altro che maggiore pressione!».
Ecco perché per Rossi sarà quasi impossibile ribaltare la situazione. E, come si è visto a Brno, adesso sono in tanti ad andare più forte della Yamaha: la Suzuki è competitiva, la Honda è in crescita e anche Capirossi va un po’ meglio di inizio stagione. Tutti potenziali alleati di Stoner nella corsa al titolo mondiale.