Due agguati in strada I killer sparano anche ai bambini

Bepi Castellaneta

FoggiaSpari in mezzo alla strada, sicari spietati pronti a far fuoco tra la gente, senza paura, senza remore. In un tiro a segno che non risparmia gli innocenti. Quante volte lo sentiamo ripetere: « Poveraccio, era nel posto sbagliato al momento sbagliato»,
l’altra sera è successo due volte, in Puglia e in Calabria. E in entrambi i casi le vittime «collaterali» sono state due bambini. Feriti da killer dalla mira sbilenca, ma pronti a tutto. Anche a dormire la notte.
A Cerignola la morte aveva la faccia di un uomo che sceso da un’auto, ha impugnato una calibro 7.65 e ha fatto fuoco. Davanti a lui una donna, il suo obbiettivo. Anna Perrucci, 33 anni, è morta quasi all’istante; sua figlia, un anno e mezzo è rimasta ferita: operata, è ora ricoverata in gravi condizioni. Ma dovrebbe farcela, sperano i medici.
La tragedia si è consumata intorno alle undici e mezza di sabato sera. La 33enne era appena uscita da casa dei suoceri, in via Brindisi, alla periferia della città: in braccio aveva la bambina, poco più in là c’erano il marito e il figlio di cinque anni. Stavano passeggiando quando all’improvviso è arrivata un’auto: il killer è sceso impugnando la semiautomatica e ha sparato all’impazzata. La donna è stata colpita al cuore e al collo, un proiettile ha centrato anche la piccina. Lei aveva l’addome squarciato.
È scattato l’allarme, è giunta l’ambulanza: Anna Perrucci respirava ancora, ma è morta durante il trasporto in ospedale. La bambina aveva una brutta ferita all’addome, è stata trasferita a Foggia. Vicino al marciapiede sono stati recuperati sette bossoli. Gli investigatori hanno interrogato diverse persone, amici e conoscenti della vittima. Alla fine è stata individuata una pista ben precisa: i sospetti della polizia sono concentrati su un uomo vicino alla famiglia: è sparito da ieri, la squadra mobile gli sta dando la caccia.
Non c’entra, stavolta, la malavita. A far scattare l’agguato litigi banali, contrasti personali. «Forse feroci pettegolezzi», ipotizzano gli investigatori. I quali si limitano a precisare che il delitto sarebbe avvenuto nell’ambito di un «contesto di frequentazioni allargate rispetto alla cerchia familiare».
Quasi contemporaneamente, a Catanzaro, un uomo veniva ucciso durante la festa religiosa di Palermiti, nel Catanzarese. Canti, preghiere, la musica dell fanfare mentre Rocco Catroppa, 38 anni, all’improvviso si accasciava inzuppando di sangue la camicia. In corpo gli erano piovuti due pezzi di piombo esplosi da una pistola col silenziatore. Accanto a lui il figlio di 10 anni ha gridato: gli bruciava la spalla, un proiettile lo aveva colpito. Di striscio.
Catroppa, residente a Vallefiorita, era un ex sorvegliato speciale e «vantava» una serie di precedenti per reati di associazione a delinquere. Non è escluso che l’omicidio sia da inquadrarsi in scontri per il controllo del territorio. Insomma questioni di ’ndrangheta.