Due angeli rubati 50 anni fa volano di nuovo in S. Lorenzo

Storie di quotidiana straordinarietà. Di impegno, competenza, intuito e passione. Sono le storie, spesso incredibili, che hanno per protagonisti i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, un nucleo specializzato che opera in diretta sinergia col Ministero per i Beni Culturali, per prevenire e porre rimedio al traffico illecito di oggetti d'arte. Reperti archeologici, dipinti, sculture, libri, monete o mobili antichi sono oggetto di un desiderio che a volte non si arresta ai confini del lecito, alimentando un mercato che ogni anno inghiotte migliaia di opere d'arte in ogni parte del mondo. Ma migliori sistemi di sicurezza e controllo rendono sempre più difficili i furti e frequenti i ritrovamenti. Così ieri, all'Archivio di Stato, di fronte a un fitto parterre di autorità politiche e istituzionali, si è festeggiata quella che Monsignor Bagnasco ha definito senza indugio "una giornata di letizia", durante la quale il Nucleo di Genova del Comando Tutela Patrimonio Culturale ha presentato una serie di opere che stanno o sono state da poco riconsegnate, dopo innumerevoli peripezie, ai legittimi proprietari. E se ciascuna cela una storia diversa, per molte il «ritorno a casa» significa la restituzione alla comunità, a musei e diocesi ove potranno essere nuovamente fruibili al pubblico. Ed ecco il Generale Alessandro Tornabene e il Comandante Salvatore Distefano presentare alcune delle opere recuperate, a volte, ironia della sorte, non lontano dalla loro ubicazione originaria. È il caso di un Cristo deposto in cartapesta e di due angeli in legno settecenteschi, trafugati dalla Cattedrale di San Lorenzo negli anni '50 e di una Madonna della Misericordia sparita trent'anni fa dalla sua edicola nel centro storico, ritrovati nell'abitazione di un commerciante d'arte genovese. Sempre nel capoluogo, è stato rinvenuto un dipinto del partenopeo Giacomo Cestaro, rubato nel 1980 dalla Chiesa degli Angeli Custodi di Genova mentre a Torino, un noto industriale, vantava nella sua abitazione una mezza armatura e un elmo (XVI-XVII sec.) scomparsi dal Museo Navale di Pegli a fine anni '80 insieme a un cannone con ruote in legno e a quattro cannoncini in bronzo (XIX sec.) provenienti, rispettivamente, dal Castello d'Albertis e dal Museo del Paesaggio di Verbania. Non ultimo, il recupero di una serie di dipinti, fra i quali un De Chirico, un Signorini e un Sassu, rinvenuti nel piacentino nella dimora di un Sindaco, arrestato in prima battuta per detenzione abusiva di armi da fuoco. Le opere, tutte appartenenti alla Collezione Mazzolini, sono state consegnate alla Diocesi di Piacenza-Bobbio e confluiranno nel futuro museo. E se la maggior parte dei ritrovamenti avviene, quindi, in abitazioni private o nelle vetrine di antiquari e case d'asta, l'azione del Comando Tutela Patrimonio Culturale non conosce confini. Dal monitoraggio dell'attività dei mercanti d'arte al web, ove è attiva una banca dati unica al mondo di opere rubate o scomparse (www.carabinieri.it). Dalle ricognizioni subacquee, per scoprire nuovi reperti e tutelare quelli già noti, a quelle in elicottero sulle aree a rischio, senza dimenticare l'attività di censimento come quella in corso, insieme alla Facoltà di Architettura e alla Sovrintendenza di Genova, che vede l'Arma impegnata nell'individuazione delle Madonne delle antiche edicole liguri.