Due anni, annega sotto gli occhi del fratellino

Ricoverata in stato di choc anche la madre, che è al settimo mese di gravidanza

(...) Trasportato in ambulanza all’ospedale Grassi di Ostia, il bambino è stato immediatamente ricoverato in sala rianimazione. «Le sue condizioni erano disperate - spiegano i medici - aveva acqua nei polmoni ed era in piena asfissia da annegamento». Fatto sta che i sanitari hanno tentato l’impossibile per salvare il piccolo, ma dopo un’ora di cure al limite di ogni sforzo umano, il suo cuore ha cessato di battere. Una morte assurda. Alla notizia la madre ha accusato un malore ed è stata ricoverata. Anche per il padre, un imprenditore edile, sono state necessarie le cure mediche.
Il fatto è accaduto dopo pranzo in via Castelfondo, una traversa di via Torcegno, nel quartiere residenziale tra Castelfusano e Casalpalocco, a pochi metri dalla tenuta presidenziale di Castelporziano. Stando a una prima ricostruzione, l’intervento del 118 sarebbe stato immediato, comunque entro tempi a dir poco accettabili. «Nei giorni di festa - spiegano alla postazione Ares 118 del Grassi -, vista l’affluenza di bagnanti abbiamo ben nove mezzi in zona. Appena ricevuta la chiamata siamo accorsi sul posto con il medico». La volante con due agenti a bordo ha fatto da staffetta lungo la via Cristoforo Colombo, via della villa di Plinio, via dei Pescatori. Una corsa contro il tempo per cercare di rianimare Simone: intubato e attaccato ai macchinari per la respirazione artificiale, il piccolo paziente è arrivato al Dea, il dipartimento d’emergenza del Grassi e subito dopo trasferito nel reparto specializzato. «Purtroppo non ce l’ha fatta - aggiunge il vicequestore di Ostia Rosario Vitarelli -. Stiamo valutando tutte le ipotesi per stabilire come il bambino abbia potuto eludere i controlli dei familiari e stabilire esattamente la dinamica dell’incidente». Secondo una prima ricostruzione Simone, approfittando del fatto che papà e mamma dormivano, è sceso al piano terra della villa, si è infilato i braccioli e ha cercato di immergersi. Purtroppo i salvagente, sequestrati dagli inquirenti, erano sgonfi. Per i genitori, eventualmente, si prospetta l’ipotesi di omessa custodia. «Per il momento non li abbiamo potuti ascoltare, stanno vivendo una tragedia enorme, aspettiamo che le loro condizioni migliorino».
Sul caso il magistrato avrebbe disposto l’autopsia mentre gli agenti della Scientifica sono ancora al lavoro per stabilire tempi e modalità della disgrazia. Fra i precedenti più vicini nel tempo un bimbo di 3 anni caduto in piscina mentre giocava con altri bambini e annegato alla periferia di Palermo due mesi fa. A Fregene, invece, nell’impianto dello stabilimento Miraggio nel luglio del ’95 si consuma la tragedia per una bimba di 5 anni, Sofia Pietrogiusti e la sua tata polacca di 24 anni. Un malore, probabilmente una bibita ghiacciata bevuta dalla donna e la poveretta trascina con sé, sul fondo della piscina, la piccola. Per entrambe non c’era stato nulla da fare.