Due anni di indagini Poi a maggio i pm chiedono l’assoluzione

La vicenda giudiziaria si apre nell’ottobre del 2003, quando i pm Civardi e Robledo iniziano l’inchiesta sugli appalti della Milano Mare. L’ipotesi accusatoria dei pm prospettava tangenti per finanziare la campagna elettorale della presidente della Provincia Ombretta Colli e per ottenere appalti: qui, infatti, il coinvolgimento dell’imprenditore Marcellino Gavio, già finito nelle inchieste di mani pulite tra il ’92 e il 94, anche se poi puntualmente assolto per prescrizione del reato. L’imprenditore in questa occasione, avrebbe pagato una serie di tangenti per ottenere favori dalla Colli. In particolare sotto la lente d’ingrandimento dei pm c’era un’operazione poco chiara: un appalto di circa dieci milioni di euro che la società Valdata, controllata da Gavio, stava per aggiudicarsi senza gara d’appalto, regolare procedura prevista per i lavori pubblici. Di qui l’accusa alla Colli di aver favorito Gavio, su insistenza dell’assessore all’Ambiente Luigi Cocchiaro e del presidente Giancarlo Elia Valori. I magistrati però in questo anno e mezzo di indagini non hanno mai trovato prove per sostenere l’accusa, da qui la richiesta a maggio dell’archiviazione. Richiesta accolta ieri dal Gip.