In due anni gli scavi di Pompei perdono mezzo milione di visitatori

Secondo la Corte dei conti dal 2007 al 2009 il sito archeologico più famoso e visitato del mondo ha diminuito i biglietti venduti da oltre 2 milioni e 545mila a poco più di<BR> 2 milioni e 70mila. Tornano d'attualità le voci di una cordata francese disposta a «salvare» l'area

Gli scavi di Pompei hanno perso nel 2009 circa mezzo milione di visitatori rispetto al 2007. Quattro anni fa infatti al sito archeologico più visitato al mondo si erano recati 2.545.670 visitatori. Nel 2009 i visitatori sono stati 2.070.745. Il dato allarmante emerge da una relazione della Corte di Conti che ha condotto una «indagine sullo stato di manutenzione dei siti archeologici italiani». Gli scavi di Pompei nel triennio 2007-2009 hanno registrato un decremento degli incassi proveniente dalla vendita dei biglietti di ben 4 mln di euro. Nel 2007, infatti, i botteghini avevano incassato 20 mln 477 mila euro.
Nel 2009 l'incasso è stato «soltanto» di 16 milioni e 369 mila euro. Nelle scorse settimane era circolata la voce riguardo ad un presunto interesse di una cordata di imprenditori francesi intenzionati, pare, a investire 200 milioni di euro per salvare l'area archeologica di Pompei.
Nei giorni successivi alla notizia diversi giornalisti appartenenti a testate diverse d'Oltralpe sono accorsi a Pompei per un reportage.
Spiega l'architetto Antonio Irlando presidente dell'Osservatorio patrimonio culturale: «I francesi che salvano Pompei sembra una notizia di quelle che periodicamente si annunciano ormai da molti anni solo per far sperare che qualcuno salvi l'area archeologica vesuviana e per nascondere l'incapacità di chi ha il compito istituzionale di tutela degli scavi».
Parlando con un cronista francese l'architetto Irlando, studioso da decenni dell'area archeologica pompeiana, ha rivelato una curiosità: un giornalista del settimanale francese «Le Point» ponendosi il dilemma su come salvare il sito si è poi espresso con uno dei classici gesti scaramantici più noti dei napoletani. «Come a dire - spiega Irlando - che per evitare crolli di edifici, sprechi di soldi destinati ai restauri a questo punto l'unica cosa è quella di fare gli scongiuri».