Due anni di successi e tante delusioni

Un campione dalle grandi doti, che però è presto sparito dalla scena della boxe che conta. Francesco Dell’Aquila era arrivato sul ring più importante, quello che poteva dargli la corona mondiale dei pesi medi, titolo Ibf. Ma quella sera è stata per lui l’inizio della fine. Il 12 ottobre 1991 i guantoni dell’americano James Toney lo hanno mandato a un tappeto dal quale non si è più saputo rialzare. Neppure due anni più tardi, Francesco Dell’Aquila ha smesso di combattere, dopo aver perso anche l’ultima chance di riconquistare almeno il titolo europeo contro il detentore Agostino Cardamone. Nato a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, l’ex pugile oggi quarantunenne si era ben presto trasferito a Genova. La sua carriera da professionista lo aveva portato a conquistare il titolo italiano dei pesi medi nel 1988. Sull’onda dell’entusiasmo Francesco Dell’Aquila aveva poi vinto, nel 1989, la sfida che valeva la corona europea dei medi. Un sogno però durato troppo poco, perché sulla strada del pugile genovese si è trovato Patrizio Sumbu Kalambay, il campione italo-zairese che lo battè nella «sua» Campobello in un incontro spettacolare. Dell’Aquila mise al tappeto Kalambay alla prima ripresa, ma alla distanza venne fuori la classe dell’avversario che vinse per ko tecnico al nono round. E gli strappò la corona europea.