Due anni per vedere la Brebemi In primavera partono i cantieri

La direttissima sarà realizzata solo con fondi privati. Via libera anche a Pedemontana e Tem

Marcello Chirico

Neppure un euro. Per la costruzione della nuova direttissima Milano-Brescia (Brebemi), il cui piano finanziario ha ottenuto ieri il definitivo disco verde dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), non servirà nessun contributo da parte dello Stato, neanche per coprire quei costi aggiuntivi che stavano per far saltare l’intero progetto. «La costruiremo tutta in project financing, e quindi solo coi soldi dei privati» ha garantito lo stesso Franco Bettoni, presidente della società Brebemi, nel breafing con la stampa post-approvazione romana. Un ok atteso col batticuore al Pirellone, «perché - come ha rivelato poi l’assessore ai trasporti, Alessandro Moneta - è stata una trattativa complicata e difficile, e il tentativo di metterci in difficoltà rinviando ancora ogni decisione a settembre c’è stata. Poi è intervenuto direttamente il premier Silvio Berlusconi e tutto si è sbloccato». E quindi ieri è stato possibile indicare pure la data in cui scatteranno i lavori: apertura del cantiere nella primavera 2006, chiusura 24 mesi dopo.
L’ostacolo principale al via libera definitivo erano proprio quei 714 milioni di euro in surplus rispetto al preventivo orginario di 6 anni fa, «aumenti intervenuti dopo la sottoscrizione della convenzione tra Brebemi e Anas - ha spiegato ancora Bettoni - e che erano imputabili alla delibera ministeriale per le correzioni d’impatto ambientale, le richieste dei Comuni per migliorare la circolazione nei loro paesi e l’impatto sui propri territori, le interferenze dei lavori per l’alta velocità che scorrerà parallela alla nuova direttissima, nonché gli adattamenti alle norme di sicurezza imposte dal nuovo codice della strada».
Alla fine la Regione è riuscita, appellandosi ad una legge dello Stato del ’94, a far passare la propria proposta, quella coiè di spalmare quei 714 milioni eccedenti tra tutti gli altri soggetti interessati alla costruzione delle opere collaterali (e quindi Tav, Anas, Ministeri vari), insieme al prolungamento della concessione a BreBeMi da 19 a 30 anni (in modo da permettere alla società di coprire con proprie risorse la parte di lavori supplementari di propria competenza).
Nel pacchetto lombardo approvato ieri a Roma, c’erano pure Pedemontana e TEM (tangenziale est esterna di Milano). Per entrambe sono stati approvati i progetti, prevedendo le indicazioni regionali, ovvero: realizzazione in via prioritaria delle tangenziali di Varese e Como, Tem a tre corsie e niente tratto di raccordo tra A4 e Pedemontana. Per l’autostrada sottocollinare, che collegherà lo scalo di Malpensa con quello bergamasco di Orio, è stato previsto un investimento di 3,7 miliardi di euro (2,6 saranno finanziati allo Stato). Per la nuova tangenziale che unirà l’Autosole con la A4 la spesa ammonta a circa un miliardo di euro.
Il governatore Formigoni ha voluto poi sottolineare che, per fare in modo che i lavori procedano secondo lo scadenziario stabilito, «sarà possibile avere un ponte di comando solidale attraverso un Comitato di Vigilanza, formula già adottata col polo esterno della Fiera, che ha portato a risultati rapidi con il consenso di tutti i soggetti. Il ministero dei Trasporti si impegnerà poi in tutte le decisioni future concernenti le tre opere ad agire d’intesa con noi. È la prima volta che una Regione ha assoluto potere operativo».
Per i Verdi Formigoni non dovrebbe però «cantare vittoria, perché ha solo superato il primo esame», e per Ds e Margherita «nonostante sia stato fatto un passo avanti, non c’è chiarezza sul piano finanziario». «Ormai è evidente che in Lombardia c’è chi non vuole nuove autostrade e ha diffidato il Cipe a non approvare Brebemi sostenendo che non era il progetto originario, mentre lo è» la secca replica del sottosegretario Raffaele Cattaneo.