Due barconi della speranza approdano al Museo del mare

Dalle coste tunisine fino a Lampedusa. Poi a Porto Empedocle per la distruzione. Invece, uno dei mille «barconi» dei migranti africani è stato salvato e donato al Mu.Ma. di Maria Paola Profumo. Ieri mattina è stato trasportato a Genova insieme ad un secondo gozzo, donato dal Comune dell'isola. Una potente gru li ha issati fino al tetto dell'edificio nell'ex darsena.
«Le due imbarcazioni - spiega Profumo - da ieri fanno parte dell'allestimento permanente intitolato Memoria e Migrazione, che a partire dal 18 novembre racconterà l'emigrazione italiana via mare e l'immigrazione straniera.
Il primo è stato collocato nella sezione dedicata all'emigrazione contemporanea. Il secondo verrà utilizzato dai Servizi educativi del museo per attività didattiche con le scuole».
«I ragazzi saranno invitati a salire in plancia - ha spiegato Profumo - potranno così provare quelle drammatiche emozioni che spingono i più deboli a lunghe traversate via mare per trovare un futuro migliore. Potranno provare queste sensazioni di persona. Nella storia dell'immigrazione Lampedusa ha un posto particolare. Al punto che, prima di allestire la nuova sezione permanente, abbiamo fatto un viaggio nell'isola siciliana per comprendere il fenomeno che, purtroppo, spesso è diventato tragico».
Sono 55mila le persone che, anche a causa della primavera araba, hanno attraversato il mediterraneo per arrivare in Europa. Partono soprattutto dalla costa tunisina, ma anche da quella libica e dall'Egitto. In maggior parte sono nordafricani. Tuttavia, c'è un'alta percentuale di popolazione che arriva dall'area subsahariana. I morti sono stati circa millecinquecento. Tra il 1994 e il 2011 il tratto di mare tra Maghreb e Sicilia è stato attraversato da 350mila persone.
Ieri una delle tante storie di «barconi» e dei migranti, è stata illustrata dalla Guardia di Finanza con il colonnello D'Agostino, il comandante Lupinelli e il Maresciallo Catorci.
«In cerca di una vita migliore, di un'opportunità, sono molti i migranti che, in clandestinità, affrontano pericolosi viaggi della speranza - ha detto il comandante regionale della Guardia di Finanza generale Zanini - siamo impegnati quotidianamente per fare fronte a due esigenze. Da un lato il controllo e la sicurezza del nostro territorio. Dall'altro, la missione umanitaria per uomini, donne e bambini, spesso vittima di trafficanti, che vengono trasportati con mezzi assolutamente inaffidabili e pericolosi. In altre parole, svolgiamo contrasto all'immigrazione clandestina ed attività di soccorso. Le imbarcazioni trasportate da Lampedusa a Genova ci aiuteranno a ricordare questa pagina della nostra storia contemporanea».