Due campi rom hanno le ore contate Spariranno via Novara e Bonfadini

Il nuovo piano sarà presentato lunedì dal ministro dell’Interno Maroni
L’obiettivo è aiutare quelli che si vogliono integrare e allontanare
gli altri

I campi rom di via Novara e via Bonfadini hanno le ore contate. A breve i due insediamenti regolari saranno smantellati e per gli abitanti sarà tempo di trovare un’altra sistemazione. È il primo effetto del nuovo piano per contrastare l’emergenza nomadi in città, che potrebbe essere presentato già lunedì prossimo dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. L’intenzione è di limitare i campi regolari del Comune - attualmente a Milano ce ne sono 12 e ospitano in totale 1.350 persone -, ridimensionando e mettendo in sicurezza quelli destinati a rimanere attivi. Fra i quali uno sarà trasformato in area di transito temporaneo, destinato cioè a soste molto brevi in attesa della sistemazione definitiva. I fondi - 10 milioni di euro messi a disposizione dal governo anche per recuperare dieci aree dismesse - sono già disponibili. L’obiettivo dichiarato del piano è aiutare i rom che si integrano e che cominciano a lavorare, e di allontanare i meno virtuosi. I campi saranno quindi nuovamente censiti, famiglia per famiglia. Ma questa volta i controlli saranno estesi alla situazione patrimoniale dei nomadi, anche nel Paese di origine. «Chi ha una casa o una certa solidità economica nel proprio Paese farà ritorno a casa - anticipa l’assessore comunale alle Politiche sociali, Mariolina Moioli -. Allontaneremo anche tutti quelli che continuano a delinquere o che non rispettano le regole. Chi invece lavora in Italia sarà aiutato a trovare un alloggio. Mentre chi ha intenzione di integrarsi sarà accompagnato nella ricerca di un’occupazione che gli consenta di pagare un affitto». I rom non saranno iscritti nelle liste per le case popolari, ma potranno essere aiutati a ottenere le sistemazioni offerte da Onlus e associazioni cattoliche. «Ci siamo resi conto che mettere in sicurezza alcuni campi costerebbe più che assistere chi ci abita - continua la Moioli -. Abbiamo quindi deciso di mettere fine a questa forma di assistenzialismo diseducativo. Anche perché molti rom stanno riuscendo a integrarsi». L’obiettivo, a lunga scadenza, è di chiudere tutti gli accampamenti della città. «Non abbiamo ancora deciso in che modo i campi saranno smantellati - spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato -, trattandosi di insediamenti regolari decideremo in accordo con questore e prefetto. Prima di tutto, però, dobbiamo sapere dove mandare i rom che attualmente abitano in quei campi. Stabilendo in modo puntuale quanti sono gli italiani e quanti i comunitari e gli extracomunitari. Ma per il momento le nostre priorità sono altre. Prima fra tutte il Marchiondi». Perché parallelamente alla sistemazione dei campi regolari continua la lotta alle baraccopoli abusive. «Ne stiamo chiudendo una al giorno - conferma De Corato -. La prossima a essere sgomberata sarà l'ex istituto Marchiondi, a Baggio».