Due chirurghi usano la penna come il bisturi

Agile manualetto per sopravvivere agli inestetismi

La vita nuova non è la Vita nova che conosciamo dal tempo dei nostri studi liceali. La vita nuova in questione è qualcosa di molto meno poetico e, al tempo stesso, di molto più concreto. Visto che l’esistenza non si trasforma in seguito all’incontro con la donna angelicata di turno, ma semplicemente per la riduzione del pannello adiposo che determina, come si dice negli spot televisivi, gli intollerabili inestetismi della cellulite.
Tanto intollerabili che le donne - molte e insoddisfatte - e gli uomini - pochi, per la verità, e assai titubanti - sperano che, rimossi quest’ultimi, la loro esistenza possa ricominciare come nuova. In verità, Francesco Filippi e Vincenzo Ottaviano, i due chirurghi estetici di Villa Montallegro, che sono anche autori di questo agile volumetto, non respingono al mittente una simile illusione. Essi sono semmai convinti che molto spesso il nostro «male di vivere», per riprendere una celebre espressione montaliana, affondi le proprie radici in quell’immagine degradata (dagli anni o da una sovralimentazione) che lo specchio impietosamente ogni giorno ci rimanda.
La non coincidenza tra l’immagine mentale che portiamo nel profondo di noi e quella che contempliamo specularmente sarebbe dunque all’origine di nevrosi, turbamenti, ansie, scontentezza, scarso appagamento. Per cui rimossa la causa, rimosso anche l’effetto. Una provvidenziale liposuzione o un addominoplastica condotta con scrupolo professionale ed oplà, la joie de vivre tornerà a fiorire sul volto dei pazienti.
È una tesi - ripetiamo - che condividiamo solo molto ma molto parzialmente perché, da inguaribili metafisici, siano invece del tutto convinti che l’angoscia della condizione umana trovi conforto - come diceva S. Agostino - in altri luoghi e attraverso altri incontri che trascendono la sala operatoria della clinica estetica di lusso.
Ciò non toglie, però, che i due medici, autori di questo singolare manuale di chirurgia estetica ad uso dei profani, non posseggano una non comune capacità di scrittura. La galleria dei tipi umani che fanno sfilare innanzi ai nostri occhi, è infatti varia quanto ben descritta. Si va dalla signora sudamericana che, indifferente alle rimostranze del marito, affronta una dolorosa operazione per ritornare bella come una volta, sino alla ragazza - madre, che decide di iniziare una nuova relazione, non prima di essersi fatta cancellare per sempre dal ventre le cosiddette «smagliature».
Di tutti il personaggio più simpatico è comunque il già maturo pescatore che si reca alla clinica perché - come dice senza peli sulla lingua la sua consorte - «ha una trippa che non se lo riesce più a vedere nemmeno quando fa il bagno». Insomma, un motivo di forza maggiore. Plausibile o comunque che esula dal puro e semplice compiacimento di sé.
I chirurghi, che sono anche abili psicologi, frugano a fondo, con domande apparentemente banali e scontate, e dalla schermaglia delle risposte cavano per le orecchie, come il prestigiatore dal proprio cilindro, la motivazione vera o almeno la causa più verosimile che spinge un essere umano a sottoporsi al bisturi, senza essere affetto da alcun tipo di patologia.
Francesco Filippi - Vincenzo Ottaviano, Una «vita» nuova, red@zione, Genova 2005, pag. 87, euro 9,00.