Due colpi di pistola alle tempie: così hanno ucciso l’imprenditore

Due colpi di pistola, uno alla tempia destra, uno a quella sinistra. Ha le caratteristiche di un’esecuzione in piena regola, realizzata da almeno due persone, l’omicidio di Giovanni Ghilardi, il 42enne imprenditore edile bergamasco sparito da casa lo scorso 6 gennaio e rinvenuto cadavere mercoledì pomeriggio nel bagagliaio della sua Range Rover sport parcheggiata nella zona industriale di Gessate. Secondo i risultati dell’autopsia, eseguita ieri all’istituto di medicina legale di piazzale Gorini, la data del delitto è compatibile con quella della sparizione dell’uomo, residente con i genitori ultraottantenni a Lonno di Nembro, una graziosissima località di 450 anime della val Seriana, a 800 metri di altezza.
Primo di sei fratelli (cinque maschi e una femmina) con tre dei quali lavorava nell’impresa edile di famiglia, Ghilardi era celibe ed era l’unico dei figli rimasto a vivere con mamma e papà. La loro villa di Lonno, decisamente una bella casa, non deve trarre in inganno: i genitori sono persone semplici, che hanno sempre vissuto in maniera modesta.
Giovanni amava le cose belle (la sua auto ne è un esempio) ma in paese viene descritto da tutti soprattutto come una persona molto prudente, forse anche troppo. Secondo le indagini, che vengono condotte dal nucleo investigativo di Monza, infatti, Ghilardi si muoveva sempre con una certa circospezione e, dai primi accertamenti, pare che non sarebbe stato certo tipo da recarsi ad appuntamenti con estranei. Inoltre, visto l’abbigliamento informale (una tuta da ginnastica) che indossava il giorno della sua scomparsa, probabilmente conosceva bene le persone che avrebbe dovuto incontrare e, quindi, i suoi assassini. Un’altro aggettivo usato spesso per descriverlo è «generoso»: di recente aveva adottato ben cinque bambini a distanza e in una volta sola grazie a una conoscente di Lonno che va ogni anno in una missione messicana. La donna ha raccontato che, quando gli aveva mostrato le foto dei bambini, Ghilardi si era commosso fino alle lacrime.
Ma torniamo al passato dell’uomo. L’imprenditore era sì stato completamente scagionato dall’accusa di aver partecipato, nell’ottobre 1991, a una rapina alla Banca popolare udinese nel capoluogo di provincia friulano (aveva vinto anche una causa di risarcimento di 150mila euro da parte: è morto prima di saperlo) ma gli investigatori non possono non prendere in esame tutti i suoi legami di lavoro e di amicizia che sembrano non essere completamente «immacolati».
Un uomo che si muoveva ai limiti dell’illegalità, quindi? Non è da escludersi, ma sarà solo l’analisi dettagliata del suo giro d’affari, delle sue entrate e dei conti correnti a dare una risposta concreta agli inquirenti. Che non possono, almeno allo stato attuale delle indagini, tralasciare alcun filone investigativo.
I carabinieri indagano, infatti, anche sulla vita privata di Ghilardi che, almeno in apparenza, sembra non aver avuto alcun legame di natura sentimentale. Non c’era infatti nessuna donna nella sua vita anche se l’imprenditore, proprio nei giorni precedenti la sua scomparsa, si apprestava a partire per una breve vacanza di 5-6 giorni.
Il funerale di Giovanni Ghilardi si terrà la prossima settimana ad Alzano sopra, il paese bergamasco dov’è nata la madre di Ghilardi e dove lui stesso possedeva un appartamento.