Due consiglieri di minoranza del Centro Est ripropongono «come nuovo» il messaggio inviato a novembre ai dirigenti della Casa delle libertà Quella lettera che spacca il centrodestra

Una lettera pescata dall’armadio dei ricordi e riproposta come nuova: ci sta anche questo nella battaglia - per alcuni addirittura una guerra, per altri solo una scaramuccia - in atto in alcuni ambienti del centrodestra. Tutto nasce da un messaggio sottoscritto - nel novembre scorso! - dai consiglieri di minoranza nella circoscrizione Centro Est Milena Pizzolo (An), Stefano Garassino, Luciano Gandini, Angela Agostini e Marina Aghina (Forza Italia), Guglielmo Bonanno (Liguria nuova-Lega nord), Aldo Siri (Misto-Lista Biasotti) e Roberta Bergamaschi (allora Udc, oggi Forza Italia). Il messaggio, indirizzato ai dirigenti comunali dei partiti di appartenenza dei firmatari, chiedeva la convocazione di un incontro urgente per definire i criteri di indicazione del candidato alla presidenza del Municipio di Centro Est, ma soprattutto rivendicava una sorta di «primogenitura» chiedendo che la scelta del candidato stesso venisse fatta in modo da «valorizzare il ruolo e il lavoro svolto dagli uscenti».
Come dire: prima di pescare all’esterno, guardate qua, fra chi si è dato un gran d’affare in condizioni particolarmente difficili. La tirata d’orecchie è stata riproposta in questi giorni da Milena Pizzolo e Roberta Bergamaschi - e pubblicata martedì dal nostro Giornale - per sollecitare una risposta nel momento in cui la campagna elettorale entra nel vivo. Solo che Pizzolo e Bergamaschi - dicono adesso alcuni degli altri firmatari della lettera - hanno parlato a titolo personale: «Come capogruppo di Forza Italia - fa sapere Garassino -, a nome di tutto il gruppo, ci dissociamo dall’iniziativa in quanto non eravamo a conoscenza del contenuto della lettera presentata senza la nostra autorizzazione, e non ne condividiamo i contenuti». Ribadisce il concetto Aldo Siri, già «sindaco» della circoscrizione che comprende il centro storico: «Mai autorizzato una presa di posizione di questo genere, non c’è nessuna guerra con i nostri dirigenti comunali». Si aggiunge anche Gandini: «Leggo con stupore il mio nome legato a una “guerra“ nel centrodestra per la candidatura alla presidenza della circoscrizione. I panni sporchi si lavano in casa. Confido che i partiti del centrodestra siano al lavoro - conclude - per trovare una candidatura autorevole e prestigiosa al vertice del Municipio più importante della città. Il cuore della città, la circoscrizione Centro Est, lo merita». Insomma: novembre era una cosa, febbraio è un’altra. E le lettere, mica si possono mandare due volte. Specialmente se le parole che contengono sono taglienti come lame.