Due disgrazie e uno scontro: tre uomini morti in poche ore

Tre morti tra la notte e il mattino, tutti in circostanze diverse. È stata una brutta giornata quella di ieri a causa di alcuni incidenti che hanno lasciato conseguenze luttuose. Il primo «giallo», se con questo termine si può intendere una morte al momento misteriosa, si è verificato in località Acquasanta, sopra Voltri. Nella notte tra mercoledì e giovedì un giovane, passando in strada, ha notato nei pressi del Rio Pezzuolo il corpo di un anziano riverso nell’acqua. Immediatamente è scattato l’allarme e una pattuglia della polizia si è recata sul posto per indagare sul decesso. Gli agenti hanno rimosso il cadavere adagiandolo sulla riva ed, esaminandolo, si sono accorti che non presentava alcun segno di violenza. Niente contusioni, graffi o strappi negli abiti. Sembrava che l’anziano fosse semplicemente caduto ormai privo di vita nel torrente. Il mistero sul decesso dello sconosciuto si è comunque mantenuto per qualche ora. Infatti quando il medico legale ha potuto esaminare il corpo, si è accorto che l’anziano era morto per cause naturali. Probabilmente un malore accusato nei pressi del Rio Pezzuolo gli è stato fatale. Ulteriori indagini hanno accertato che si trattava di un uomo di 77 anni che non era rientrato a casa. Il mistero, dunque, è stato chiarito.
La seconda morte è avvenuta sulla strada, poco dopo la mezzanotte. In quel momento D.F., 22 anni, viaggiava a bordo della sua fiammante moto Honda CBR 600 in via Paolo Rieti, a Sampierdarena, quando improvvisamente si è trovato di fronte la Fiat Punto guidata da un trentenne. Lo scontro è stato frontale e violentissimo. Il giovane centauro, sbalzato dal sellino, è caduto rovinosamente sul selciato, restando esanime. Subito sono scattati i soccorsi e in pochi minuti un’ambulanza ha portato il ragazzo al Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino. Ma tutti i tentativi per salvargli la vita sono stati inutili: già poco dopo il suo arrivo, il cuore ha cessato di battere e non è stato possibile farlo riprendere. La strada aveva avuto un altro tributo di sangue.
Non si conoscono i dettagli dell’investimento e, quindi, di chi possa essere la responsabilità dello scontro. Anche perché l’urto frontale lascerebbe intendere che uno dei due mezzi non transitasse nella propria corsia di marcia. Tuttavia è necessario approfondire le indagini prima di poter esprimere un giudizio sull’accaduto. Ed è quello che stanno facendo i vigili urbani.
Il terzo decesso della giornata è, per certi versi, quello più doloroso per il modo in cui si è verificato. Sempre che, quando si parla di morte, ci possa mai essere un indice di priorità... Tuttavia, che un figlio veda morire il proprio padre sotto i suoi occhi e non possa fare nulla per aiutarlo, è comunque una tragedia che lascia il segno.
La disgrazia è avvenuta sul molo della diga foranea all’altezza della foce del Polcevera, di fronte all’Ilva, dove un uomo di 48 anni intorno alle 6 stava pescando insieme al figlio. I due avevano già preparato i «finali» e si stavano apprestando a lanciare le lenze in mare quando l’uomo, improvvisamente, si è portato una mano al petto. Un dolore lancinante lo ha fatto piegare in due. Il ragazzo ha capito immediatamente che cosa stava accadendo e ha quindi telefonato subito per cercare soccorso. Erano le 6,30. Sono stati minuti lunghissimi. Il ragazzo cercava di rianimare il genitore per tenerlo sveglio, ma il dolore al petto si faceva sempre più forte e da lì non era possibile muoversi.
Nonostante l’attesa ingigantisse l’ansia e la preoccupazione del figlio nei confronti del padre, la macchina dei soccorsi era tempestivamente partita. Due pilotine della Capitaneria e dei Vigli del Fuoco, con a bordo personale del 118, si sono dirette a tutta velocità verso la diga foranea con la speranza di salvare la vita al pescatore. Il medico che si trovava sull’imbarcazione della Capitaneria è stato il primo a mettere piede sulla diga. Subito dopo è arrivata quella dei vigili con la barella e il resto dei sanitari. Il medico, dopo aver visitato l’uomo, ha subito diagnosticato un infarto e ha cercato di tenerlo in vita, ma le sue condizioni erano ormai compromesse.
Infatti i soccorritori sono riusciti a trasportarlo in ospedale, ma ogni tentativo dei medici di ripristinare un normale battito cardiaco è stato vano. Il pover’uomo è morto così sul lettino della sala operatoria senza neppure riprendere conoscenza.