Le due facce della «non-Opa»

Pagnossin

Il piano preparato dal gruppo Bormioli per il salvataggio di Pagnossin ha superato l’ostacolo dell’Opa obbligatoria. Infatti la bocciatura dei conti 2005 da parte dei revisori della Kpmg, secondo interpretazioni fornite già in passato dalla Consob, pone la società in stato di crisi. Ma ora si profila un aumento di capitale divenuto più oneroso. In particolare la «non opinion» sul bilancio 2005 arrivata la settimana scorsa da Kpmg ha da una parte posto Pagnossin nella fattispecie prevista dalla normativa per l’esenzione dall’Opa da parte della Consob, mentre dall’altra ha reso impraticabile una sollecitazione al pubblico risparmio. E circa metà dell’aumento di capitale previsto dal piano di ristrutturazione, per un importo di circa 15 milioni, nei piani originari è da collocare sul mercato. A questo punto, quindi, per i vecchi soci e quelli entranti si prospetta un’iniezione di capitale molto più pesante, dato che si dovranno accollare la parte originariamente destinata al mercato.