Due fotografi per il codice del mondo

Del reporter modenese sono esposti 35 emblematici scatti sulla linea d’orizzonte

Barbara Silbe

Un unico titolo: «Le due nature», per due mostre, ospitate in contemporanea allo Spazio Mazzotta Fotografia, che degli autori raccontano molto pur senza aver pretesa di completezza. Fino al 25 febbraio, nella nuova galleria che la Fondazione Mazzotta ha aperto in Foro Bonaparte 60, sono raccolte le immagini di Andrea Micheli e Franco Fontana. Scatti in bianco e nero e a colori, stili diversi mescolati, per parlarci del mondo naturale, di animali e ambiente e arte allo stato puro, in interazione continua.
Di Franco Fontana sono esposte 35 fotografie, tutte firmate, collezionate dal lungimirante Gabriele Mazzotta già a partire dagli esordi del Maestro negli anni Settanta. Una festa per gli occhi fatta di colori e forme e linee catturate tra campi e colline, tra terra e cielo, seguendo il perdersi dell’orizzonte e delle nubi. Del fotografo modenese viene proposta una serie di panorami emblematici, che ben spiegano il suo uso essenziale dei cromatismi squillanti, la sua costante individuazione di segni nel paesaggio osservato, che rendono ogni opera una composizione grafica, fino a trasformare il soggetto in oggetto di ricerca visuale ed estetica al di là del suo senso originale. Fontana usa l’obiettivo per andare alla ricerca dei codici dell’universo: tra righe, curve, ombre e dimensioni imprevedibili, sempre evitando di inquadrare esseri viventi, indaga sul senso stesso della vita, sui suoi equilibri essenziali, fino a raggiungere il limite dell’arte astratta.
Una virata nella quiete del bianco e nero invece, per le opere del giovane Andrea Micheli stampate su carta pregiata in esemplari da collezione. La sua raccolta è un bestiario simpatico, una «Galleria degli animali», tra ironia e poesia, che subisce le influenze di un mentore come Elliott Erwitt, del quale Micheli è amico intimo. Il suo sguardo di naturalista ed esploratore nomade si posa su piccole creature - ghiri, piccioni, scoiattoli, rondini, rospi - fermate in pose inusuali, spesso umanizzati, inseriti in contesti metropolitani a noi familiari e dove, mai, immagineremmo di incontrarli. Gli animali di questi clic sono cittadini come noi, con noi condividono l’eccessiva urbanizzazione dei luoghi e la voglia di evasione dal caos. È così che incontriamo un micio randagio in crociera su una barca lussuosa, ritratto mentre osserva dall’oblò il profilo di un vulcano in mezzo al Mediterraneo, oppure un pastore tedesco seduto come il padrone su una panchina milanese. E ancora un riccio che gioca tra i fili d’erba del prato davanti al Castello Sforzesco, una marmotta che pare attendere lo scatto dell’otturatore, un levriero davanti all’ingresso di un negozio e un coniglio selvatico sotto un cavalcavia, disorientato come lo sarebbe un essere umano.
La doppia personale è visitabile con ingresso libero dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20; sabato e domenica 14-20; chiuso lunedì. Per ulteriori informazioni, tel. 02.45498776; www.spaziomazzotta.it.