Due giapponesi salvati dall’assalto delle nomadi nella metro Anagnina

Non solo indifferenza tra i viaggiatori che a migliaia affollano ogni giorno la metropolitana, così come emerso dalla tragica vicenda della povera Vanessa Russo. L’altro ieri, infatti, due giovani di Anagni non hanno esitato un attimo a correre in soccorso di una coppia di anziani turisti giapponesi, letteralmente assaltati da alcune rom, bloccate con decisione dai due amici. Il tutto si è verificato a metà mattinata, nel lungo corridoio che dall’ingresso porta nei sotterranei della metro all’Anagnina, punto di snodo per centinaia di pendolari che arrivano dalla provincia di Frosinone e che lasciano l’auto nel piazzale antistante, prima di raggiungere la stazione. Lo stesso tragitto che stavano percorrendo Pietro Pertinini e Giorgio De Amico, artigiano edile il primo ed esperto informatico e cintura nera di judo il secondo, diretti in diverse parti di Roma per alcuni appuntamenti di lavoro. All’improvviso i due amici anagnini hanno visto una scena inequivocabile: stretti contro un muro del corridoio della metro, tra decine di persone che passavano indifferenti, una coppia di turisti giapponesi stava subendo l’assalto di alcune rom. Un paio di queste, dopo aver preso portafogli, borsetta, telefonino e macchina fotografica a due giapponesi, ma evidentemente ancora insoddisfatte del bottino, ha iniziato ad inveire e ad alzare le mani contro questi, incapaci di difendersi, con le lacrime agli occhi e senza la forza di chiedere aiuto, anche perché incapaci di pronunciare una sola parola in italiano. Pietro e Giorgio si sono guardati in faccia, hanno compreso la gravità della situazione che rischiava ulteriormente di degenerare, e sono intervenuti in maniera energica, colpendo le rom e liberando i due turisti dall’assalto. I due anagnini si sono sentiti perfino apostrofare da un uomo, evidentemente un complice delle rom poi dileguatosi, perché avevano «osato» intervenire. Ma ormai la missione era compiuta, culminata poi con l’arrivo della vigilanza. E ieri ad Anagni, grosso centro turistico noto per essere stato residenza papale nel Trecento, non si parlava d’altro, tanto che anche la municipale ha voluto complimentarsi con i due amici, eroi per un giorno.