Due giornate di permesso per i musulmani

Simone Turchetti

È in arrivo una bella sorpresa per i dipendenti comunali musulmani, buddisti oppure appartenenti alle altre trenta confessioni religiose prive di un’intesa con lo Stato italiano. È il riconoscimento di due giorni di permesso non retribuito l’anno, in occasione di festività religiose (come i riti del venerdì dei musulmani), provvedimento inserito nella preintesa sul Contratto collettivo decentrato integrativo, siglata ieri tra Comune e sindacati. Per la prima volta in Italia un’opportunità simile è prevista in un contratto collettivo. Un’innovazione che l’assessore comunale al personale, Giovanni Hermanin, ha definito «un gesto importante di apertura e riconoscimento verso le religioni prive di intese», aggiungendo: «È un gesto importante anche in relazione ai tempi difficili in cui ci troviamo».
Ma non è questa l’unica novità in arrivo per i dipendenti capitolini, a conclusione delle 22 ore di travaglio notturno che alle alle 7 di mattina hanno dato la luce all’accordo. Malgrado le occhiaie, sono tutti contenti, in primis il Sindaco Walter Veltroni. Per il primo cittadino «si tratta di un contratto innovativo ed importante per i dipendenti capitolini». Alla base dell’intesa sul contratto (che copre il quadriennio 2002-2005), c’è la valorizzazione, allo stesso tempo, del personale e del decentramento, con lo scopo di migliorare la gestione delle risorse umane. Veltroni ha infatti ricordato che, a causa del blocco delle assunzioni, ogni anno il comune perde circa 700 dipendenti, mentre resta l’obbligo di mantenere alto il livello dei servizi. Una maggiore flessibilità negli orari ed un incremento della produttività sono perciò indispensabili.
Nodo centrale dell’accordo è la serie di aumenti prevista. Per quanto riguarda la progressione orizzontale, per l’anno 2004 è in programma un’integrazione salariale media di 900 euro lorde, valida dal primo luglio 2004. In aggiunta, le attuali indennità per l’orario flessibile saranno rivalutate del 20%. Rivalutazione che passerà al 25% a partire dal gennaio prossimo. Le novità circa la progressione verticale interessano a loro volta una serie di indennità per il personale di categoria D: duemila euro annuali per lo svolgimento di specifici incarichi di responsabilità, più altri millecinquecento euro per chi partecipa alle esigenze di flessibilità e un ulteriore bonus che va da 400 a 800 euro sulla base del miglioramento dei servizi resi. Infine, l’accordo prevede il ricorso privilegiato al corso-concorso come modalità di avanzamento alla categoria superiore.
«Si tratta di un aggiornamento significativo del potere d’acquisto dei dipendenti capitolini» ha detto l’assessore Hermanin, ricordando che l’impegno finanziario del Campidoglio raggiungerà, a regime, i 53 milioni di euro. Oltre agli aumenti generalizzati, alcune categorie godranno inoltre di benefici particolari. Gli insegnanti di materne ed elementari che non faranno neanche un’assenza nel corso della settimana riceveranno un incentivo di 20 euro settimanali. Obiettivo: limitare le supplenze, una voce di bilancio piuttosto onerosa per il Comune. Per i Vigili Urbani sono previsti dei bonus per le ore di servizio nei turni pomeridiani e serali, oltre all’istituzione di un osservatorio epidemiologico sulle malattie professionali. Per incentivare la flessibilità degli orari, chi svolge attività di sportello riceverà un euro di aumento per ogni ora effettivamente lavorata.
Tra i sindacati coinvolti (Fp Cgil, Fps Cisl, Fpl Uil, Diccap) c’è grande soddisfazione; solo il sindacato autonomo CSA non ha firmato l’accordo. «È un’intesa positiva al termine di un negoziato che durava da parecchio tempo» ha detto Andrea De Simone, segretario generale della Fps Cisl. Per i 25 mila dipendenti interessati dalle novità, l’appuntamento è per dopo l’estate, quando i sindacati voteranno sulla firma del contratto vero e proprio. Ma già in ottobre arriveranno gli arretrati in busta paga.