Due giorni decisivi per lo statuto La Regione verso il federalismo

Confronto tra maggioranza e opposizione per tratteggiare le basi della nuova Lombardia. Il documento che chiede maggiore autonomia già firmato anche da Ds e Margherita

Maria Sorbi

Autonomia e federalismo fanno un altro passo avanti. Nell’aula del Consiglio regionale lombardo si apre il dibattito sul titolo V della Costituzione: una due giorni di lavori per tratteggiare le basi della nuova Lombardia, confrontarsi sulle competenze regionali chieste al Governo e fissare i paletti necessari alla stesura del nuovo e agognato statuto regionale. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha appena chiesto al Governo poteri in alcune materie (ambiente, cultura e giudici di pace) e pensa di farlo anche per le infrastrutture, gli aeroporti e l’istruzione. Il primo a credere nell’esito positivo del confronto in aula è proprio lui: «Mi auguro ci sia ampia convergenza nell’iter che si apre ora - spiega - alla luce dei contatti già avuti sul tema con le diverse forze politiche». Il presidente del Consiglio lombardo, Ettore Albertoni si porrà come «uomo del dialogo». Il lavoro extra aula di questi mesi è positivo anche secondo il capogruppo di Forza Italia, Giulio Boscagli, che parla di «un bipolarismo alla lombarda in cui non è necessario far prevalere la logica del bastian contrario». Secondo Boscagli infatti c’è una «volontà diffusa, nella maggioranza come nella minoranza, di promuovere l’autonomia». La Lega Nord, da sempre promotrice della devoluzione, giudica «positiva la nuova strada per dare alla Lombardia maggiore autonomia e completare quella riforma iniziata nel 2001 per l’attuazione del Titolo V della Costituzione e per il federalismo fiscale rimasta monca nella speranza di una più organica e funzionale riforma dello Stato». Il capogruppo del Carroccio, Stefano Galli, sostiene: «La Lega Nord ha portato progetti, idee, tentativi, e ha in questi anni trasformato con grande sforzo un pensiero in azioni. Ora occorre l’impegno di tutti poiché l’esigenza dell’autonomia è rimasta». An, per voce del capogruppo Roberto Alboni, preme per uno Statuto che tenga conto «dell’interesse nazionale e che sia da modello anche per le altre regioni». Da parte dell’opposizione, Guido Galperti, a nome dell’Ulivo, apprezza la proposta avanzata da Formigoni per avere più poteri in alcune materie e sottolinea che «l’avvio della fase costituente regionale, statuto, regolamenti e legge elettorale, è pregiudiziale a qualsiasi ulteriore fase di approfondimento sui temi dell’autonomia funzionale e fiscale».
I Verdi sostengono che il federalismo sia «una necessità non più rinviabile. Non sono e non saranno mai i tagli in Finanziaria a imporre la riduzione degli sprechi, bensì una nuova etica della responsabilità. Il cittadino deve sapere con chiarezza con quali soldi sono pagati i suoi servizi». Il Prc sprona a far partire la riflessione in aula dal risultato del referendum dello scorso giugno che, secondo il capogruppo Mario Agostinelli, «ha decretato la netta contrarietà degli italiani rispetto alla rottura dell’unità nazionale. E, da qui, avviare un ragionamento su un modello di federalismo che non si traduca in un neocentralismo regionale, riconoscendo invece maggiore ruolo e potere alle assemblee elettive e alle municipalità».