Per la due giorni elettorale si prevede pioggia Cala il rischio astensionismo

Sopra i seggi, pioverà. Questa la previsione meteorologica per le prossime due giornate, che non inviteranno le persone al fuggi fuggi fuori centro, a laghi e mari, come il classico weekend comanda, ma a rimanere a casa per compiere il piacere e il dovere di elettori.
La pertubabilità del cielo, insomma, dovrebbe convincere molta gente a scegliere la strada politically correct, quella verso la cabina elettorale, perché se il tempo è instabile, è chiaro che il miglior governo di una città è quello che riesce a garantire la maggior stabilità nel tempo, come ogni elettore sa. I temporali più importanti dovrebbero iniziare a farsi sentire domani sera, quando lampi e tuoni favoriranno un clima rosso-nero in tema con la festa indiavolata di un Milan autore di un campionato che non si è risparmiato di elettrizzare i tifosi di tutte le squadre.
Con l’arrivo delle nuvole e dell’acqua, maggio ristabilisce il suo primato di mese più piovoso dell’anno a Milano, ché questo dicono appunto le statistiche, e si spera anche, vista la saggezza e la concretezza del milanese, anche il mese che chiama alle urne la maggior presenza di votanti, ricordando che quella croce sulla scheda è fondamentale, e non può essere una questione di tempo. Acqua che bagna il centro-destra, portandogli fortuna, come dal centro-sinistra si commenta?
Scrosci e rovesci in forma sparsa si riverseranno anche domenica mattina; in calo di almeno sette gradi le temperature massime, che passano dai 28 gradi di ieri ai 20 gradi dei prossimi giorni. «Un fronte freddo nord atlantico consentirà il ritorno dei temporali. Domenica non si escludono piovaschi localmente intensi, associati a grandinate e colpi di vento» dichiara il meteorologo Edoardo Ferrara, del portale 3bmeteo.
La frescura prevista potrebbe essere foriera di una votazione che, pur essendo stata preceduta da una campagna elettorale accesa, con apici calienti, si potrebbe coronare alla fine di un clima rinfrescato dalla presenza di tutto l’elettorato meneghino, più attento sotto l’ombrello alle liste che alle piste o alle coste, schierato così nella sua antica natura di popolo legato ai principi più giusti. Proprio come il tempo, che se si è concesso la libertà di regalarci alcuni giorni di un’estate anticipata, ora ritorna giusto, portando in trionfo una tradizionale primavera, quella primavera che tutti hanno sempre votato come la più bella delle stagioni.