Due gol di Pandev mettono Zac nei guai

da Roma

Basta analizzare i numeri per capire la differenza tra Lazio e Torino. Da una parte la squadra di Delio Rossi che conquista il sesto risultato utile consecutivo e nonostante l’assenza di Peruzzi mantiene «blindata» la sua porta (363 i minuti di imbattibilità). Dall’altra quella di Zaccheroni che rimedia la quinta sconfitta consecutiva e che nelle ultime sette sfide ha messo in cascina un misero punticino. La prima doppietta stagionale di Pandev – sette i gol all’attivo per il macedone – «impallina» il tecnico dei granata. Tutto lascerebbe pensare a un esonero imminente, ma il patron del Torino Urbano Cairo riporta in quota il proprio allenatore: «La Lazio ha fatto subito gol, è una squadra molto più forte della nostra. Non è questo il Toro che mi piace ma Zaccheroni non si tocca. Quel che è fatto, è fatto, ora concentriamoci su Chievo e Cagliari». Ovvero i prossimi appuntamenti di un Toro in caduta libera. Zaccheroni non può essere tranquillo, su di lui incombe sempre l’ombra di Cosmi e De Biasi.
Subito dopo il minuto di silenzio in memoria dell’ex presidente biancoceleste Gian Casoni, arrivano i brutti cori degli Irriducibili (presenti con uno striscione messo al contrario, poi rimosso), contro i Carabinieri. Per due volte gli ultras urlano i loro slogan mentre il resto dello stadio li copre con fischi di disapprovazione. «Cori di stupidità incredibile, non si possono contestare i servitori dello Stato», il commento dell’allenatore della Lazio Delio Rossi. Immancabile poi il coro d’insulti della curva nord al presidente Lotito, anche questo fischiato dagli altri tifosi - pochi per la verità tra la pioggia e la domenica a piedi imposta dal Comune - presenti all’Olimpico. «Mi chiedete se è possibile andare avanti senza tifo? I risultati arrivano ugualmente anzi, forse è pure meglio...», la battuta del patron biancoceleste che pensa ad elogiare la squadra: «È un piacere veder giocare i ragazzi in questo modo, ho cercato di costruire una squadra che non fosse solo la Lazio del presente, ma anche del futuro».
Sotto gli occhi del ct azzurro Donadoni, la Lazio torna a vincere in casa (non ci riusciva dal derby con la Roma) con una prestazione non spettacolare ma concreta. Bastano due azioni in velocità - la prima avviata da Mutarelli, la seconda con l’assist di Mauri - e le precise trasformazioni di Pandev per affossare un Toro senz’anima, anche se con assenze significative soprattutto in difesa. Zaccheroni, fischiato anche dai supporter laziali (che non hanno un bel ricordo di lui...), cambia schema ma il gioco non si vede e i tiri verso la porta del quasi 43enne Ballotta sono solo due in 90’. Troppo poco per uscire indenne dall’Olimpico.