Due gol per sognare E la Juve ora urla: «Ecco lo scudettino»

BergamoLa chiamano sempre vecchia Signora, ma di vecchio ha solo il nome e i colori della maglia. Il resto è tutto nuovo e luccicante. Niente da dire, Conte ha costruito un complesso di notevole spessore, capace di mantenere ritmi alti con una bassa percentuale di errori. Stupisce della Juventus la determinazione, l’applicazione di tutti a svolgere il proprio compito, all’insegna del tutti per uno, uno per tutti. Sacrosanto e strameritato il successo ottenuto sul campo dell’Atalanta, che pure ha lottato con tutte le forze nonostante i mille problemi che l’affliggono. Altrettanto legittimo il titolo di campioni d’inverno che i giocatori di Conte hanno conquistato e che li proietta verso lo scudetto, rinnovando la tradizione che vuole primi al traguardo chi chiude l’andata davanti a tutti. Alla Juve è capitato 18 volte su 24. Vale la pena sottolineare che la Juventus non ha passeggiato sul campo bergamasco e questa considerazione non fa che accrescere i meriti dei bianconeri che non si sono limitati a mostrare l’evidente e riconosciuta superiorità tecnica, ma hanno lottato a maniche rimboccate quando la partita lo richiedeva. Insomma, una gran bella Juve e tanti applausi a Conte, anche da chi, qualche stagione fa, lo aveva accompagnato alla stazione di Bergamo fra fischi e invettive.
Vita dura, invece, sulla panchina opposta. Colantuono è stato costretto ad inventarsi la difesa, con Capelli e Bellini infortunati, Manfredini tirato giù dal letto, Lucchini appiedato dalla fantasia dell’arbitro Banti, Masiello lasciato a casa perché frastornato dalle vicende del calcio scommesse e l’avvocato Stendardo appena arrivato dalla Lazio, ma fermo da tempo immemorabile. Una condizione d’emergenza e proprio nella circostanza più difficile, davanti alla capolista. E che i nerazzurri fossero messi male si è capito fin dalle primissime battute, con la Juventus arrembante, “cattiva“ al punto giusto come deve essere chi è convinto della propria forza e determinato a imporre la propria superiorità. Conte, accolto dal suo ex pubblico con educata freddezza, ha sistemato i suoi secondo abitudine, con Pepe e Vucinic sulle corsie laterali per non togliere spazi vitali a Matri, Vidal a destra, Marchisio a sinistra e Pirlo alle loro spalle in cabina di regia. Dietro, Lichsteiner da una parte e Di Ceglie dall’altra pronti ad appoggiare la manovra offensiva ma attenti a non concedere troppo a Bonaventura e Schelotto, sempre pronti a partire in contropiede. Chiellini e Barzagli hanno provato a togliere il fiato a Denis e a non concedere troppe libertà allo svolazzante Moralez. Insomma, tutto come previsto, compreso il gran lavoro a centrocampo di Padoin, stranamente impreciso, e Cigarini.
Con le due squadre così schierate, la partita non ha mai avuto momenti di pausa. Certo, Consigli ha corso qualche pericolo in più, e si è anche esibito in alcuni interventi provvidenziali, come quando in tuffo ha deviato sul palo un rasoterra maligno di Barzagli a conclusione di una gigantesca mischia. Sempre nella prima fase della gara, da ricordare due palle gol fallite da Matri – destro alto da pochi passi – e da Pepe – diagonale a lato da buona posizione. Grandi emozioni allo scadere del primo tempo: Chiellini si è prodotto in un salvataggio acrobatico togliendo a Bonaventura e Peluso una palla gol clamorosa, poi Vidal, da lontano, ha colpito in pieno la traversa e, sul ribaltamento di fronte, Schelotto ha smarcato Moralez che, a sua volta, ha servito Denis: strepitoso il destro al volo dell’atalantino e pallone a sfiorare il montante con Buffon impietrito.
Al rientro dopo l’intervallo la Juve si è presentata con Giaccherini al posto di Marchisio, ma la partita non è cambiata, con i feroci bianconeri proiettati in avanti alla ricerca del vantaggio e l’Atalanta a difendersi con i denti. Ma la buona volontà non basta quando dall’altra parte ci sono dei fuoriclasse come Pirlo che ha disegnato un passaggio meraviglioso per Lichtsteiner, scattato sul filo dell’off side, che di testa ha sorpreso Consigli sul palo più vicino.
Ha provato a reagire la squadra di Colantuono, ma la retroguardia bianconera ha concesso pochissimo e con il vivace Giaccherini ha sempre tenuto in allarme la rabberciata difesa atalantina. Una trattenuta di Chiellini a Denis (ottimo e resistente il tessuto della maglia nerazzurra) a due passi da Buffon è stata ignorata da Celi, ma nessuno se l’è presa: gli arbitri italiano sono questi e non è il caso di prendersela. L’episodio però è bastato per convincere la Juve a non vivere sugli allori e Marrone ha regalato a Giaccherini un gioiellino facile facile da mandare oltre Consigli. E a far scendere il sipario.