Due lampi di Biabiany e l’Udinese non c’è più

Palo pieno di Galloppa, gol di testa di Biabiany, salvataggio sulla linea di Benatia e raddoppio di Giovinco dal dischetto, tutto ben spalmato nei 90’ anche se le reti del Parma sono arrivate solo nella ripresa. Ciao ciao Udine, resta in cima ma perde la testa della classifica e il primo a bocciarla è proprio il suo gran capo: «Questa sconfitta ci ha fatto capire che l’Udinese non può lottare per i primi posti. Le prime in classifica non giocano così - ha dichiarato Francesco Guidolin -. Abbiamo dei limiti sui quali dobbiamo lavorare, usciamo sconfitti, ci serva da lezione. Sono amareggiato e deluso. Questa partita dice che non possiamo lottare per i primissimi posti. Abbiamo preso un gol che una squadra che ha ricevuto tanti complimenti facendo cose importanti non può prendere». Poi gli hanno tolto il microfono altrimenti chissà fin dove si spingeva. Il gol che una squadra come l’Udinese non può prendere è una ingenuità di Basta che palla al piede nella sua area si mette a giocare con le figurine, arriva Biabiany, gliela soffia e il biondo gli tira una stecca plateale. Ma anche la rete dell’ex interista, la prima di questa stagione, è un capolavoro di dabbenaggine, con il francese che colpisce di testa in piena area completamente solo. Il rigore trasformato da Giovinco a un quarto d’ora dal termine ha chiuso baracca e burattini, anzi il Parma ha rischiato di segnare il terzo in contropiede con Giovinco che ha esitatato consentendo il rientro di Benatia.
Una sconfitta che spezza in due la schiena, su un campo non impossibile e per giunta con la squadra al completo, tutto questo ha pesato nel lapidario giudizio di Guidolin che comunque nella sua carriera non ha mai brillato per ipocrisia, anche se ieri c’è andato giù pesante. Probabilmente anche un modo per scuotere i suoi e richiamare qualcuno che pensava di essere chissà chi e trovarsi chissà dove. Biabiany è uno veloce e può mettere in crisi qualsiasi difesa ma non è Garrincha, anche se la semplicità con cui arrivava sugli avversari e li saltava poteva farlo credere. Giornata nera ma non drammatica, l’Udinese resta nella zona nobile della classifica con la difesa meno perforata del campionato, se non merita ambizioni da primadonna come dice Guidolin, lo dirà il resto della stagione, ma se la prima in classifica va al Tardini e perde secco significa anche che questa serie A non dà niente per scontato.
Adesso però Guidolin deve rivedere qualcosa, l’idea è che qualcuno abbia studiato e capito come neutralizzare la macchina friulana, ieri Floro Flores e Di Natale si sono visti poco e niente, un’occasione subito in apertura per il primo, solo una punizione per l’ex capocannoniere napoletano, Pinzi è lo smemorato che dimentica Biabiany in area in occasione del gol d’apertura, Isla sostituito. Handanovic sempre in pista, Benatia ha salvato sulla riga una conclusione di Giovinco e Biabiany se non avesse deciso la partita con i suoi due lampi, probabilmente sarebbe stato lapidato dai suoi per le incredibili occasioni da rete fallite.
Colomba è rimasto in cesta, tipico atteggiamento di chi vince: «È un campionato dove non si è ancora delineato nulla - ha detto l’allenatore del Parma - . Abbiamo affrontato tante grandi squadre, a volte è andata bene e a volte male. L'Udinese merita la posizione che ha, loro bravi, noi più bravi e umili». Intanto a qualche metro Guidolin faceva outing: «Le prime in classifica non giocano partite del genere».