"Due marinai", la grandezza del Melville minore

Il volumetto di una vecchia e fortunata collana «per giovanissimi» con i racconti dell’autore di «Moby Dick». E non c’è confronto con la letteratura per ragazzi di oggi…<br />

Questo libretto dalla copertina nera salta fuori da lontani ricordi di liceo. Me lo regalò il mio compagno di banco della quarta ginnasio, del quale dopo trent’anni ho dimenticato non il cognome ma il nome di battesimo sì (il che la dice lunga sulle amicizie di scuola). Lui con il greco proprio non ci prendeva, io gli passavo qualche compito, e in primo banco non era proprio un’operazione agevole. Un bel giorno mi passò lui i «Due marinai», lire 600, 110 pagine che si leggono in un lampo perché Herman Melville è un grandissimo anche in questi racconti dove il protagonista è il mare e i due avventurieri del Settecento, l’inglese Budd e lo spagnolo Cereno, sono comprimari.

Sfogliare un vecchio libro è pericoloso, perché può dar luogo a riflessioni un tantino reazionarie sui bei tempi andati. Infatti a me fa pensare che la «Vallecchi giovanissimi» era una collana mitica: oltre all’autore di «Moby Dick» ospitava per esempio anche Cechov («La steppa»). Oggi ci sono i «Piccoli brividi», e sono i benvenuti se avvicinano i ragazzi alla lettura. Ma per tenerli legati ai libri ci vogliono i grandi brividi che soltanto i grandi scrittori sanno comunicare.

L’altra riflessione passatista è sulle amicizie di scuola, che se restano vive danno lo spunto per inventare «Facebook» mentre se si spengono ti fanno sprofondare nella malinconia. Quel mio compagno si ritirò a metà del secondo quadrimestre perdendo l’anno. Ci rimasi male, anche perché mi lasciò in banco da solo, unico della classe. Non l’avessi aiutato, magari si sarebbe accorto prima che quella non era la sua scuola. Di lui non ho più saputo nulla. Ma uno che regalava Melville in cambio di Erodoto non dev’essersela cavata male.
Herman Melville Due marinai – Billy Budd Benito Cereno Vallecchi giovanissimi, 1973
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