Due millenni di storia della malvagità umana

Da Erode a Saddam, 41 ritratti dei personaggi più crudeli di ogni tempo. Re, regine, despoti, imperatori, presidenti e semplici personaggi accomunati dalla perfidia e del gusto di uccidere gli innocenti

È un dizionario al contrario quello che esce oggi sugli scaffali delle librerie italiane. È un dizionario della malvagità ordinato, naturalmente, per personaggi. Ecco quindi che le pagine scorrono in una galleria di volti notissimi, molti dei quali passati alla storia, altri legati, per adesso, ancora alla cronaca. È il caso di Karla Homolka, violentatrice di adolescenti e anello conclusivo di una catena lunga duemila anni.
«I personaggi più malvagi della storia» (Newton Compton, pp. 576, 12 euro) potrebbe insomma essere inquadrata anche come una storia millenaria della malvagità. Non per niente si parte da Erode il grande, il primo stragista dell'umanità, che fece uccidere tutti i neonati nell'intento di eliminare Gesù che temeva gli insidiasse il trono. E poi giù giù fino a noi riservando ritratti eccellenti ad altri volti di epoca romana come Caligola, il re pazzo che nominò senatore il proprio cavallo, Messalina, l'imperatore a cui essa era legata, cioè Nerone per poi snocciolarsi lungo i secoli. E arrivare fino a noi.
Si tratta dunque dei profili di 41 personaggi famosissimi ripresi dall'antichità come Attila o Gengis Khan per avvicinarsi lentamente attraverso i profili di altri mostri come il leggendario conte Dracula, il terribile e implacabile inquisitore spagnolo Torquemada la cui crudeltà è diventata proverbiale. Si apre poi la sezione dedicata a re e regine, tra le quali spiccano i nomi di Maria Tudor soprannominata «la sanguinaria», Ivan il terribile, Caterina di Russia e Rasputin.
Ma non solo sovrani. Anche dittatori e capi di stato hanno dato un notevole contributo alla storia della crudeltà. Si pensi a Hitler e Stalin ai quali è riservato un posto d'onore in questa galleria di volti odiati nella quale figurano però Anastasio Somoza, «Papa Doc» Duvalier, il dittatore haitiano che inventò il gruppo repressivo dei «tonton macoute» che seminava il terrore nell'isola caraibica. E poi il coreano Kim Il Sung, il cilena Pinochet, i coniugi romeni Nicolae e Elena Ceausescu, l'ugandese Idi Amin Dada, Robert Mugabe dello Zimbabwe fino a Saddam Hussein.
Certo alla penna di Shelley Klein e di Mirando Twiss che hanno messo insieme il volume a quattro mani saranno sfuggiti personaggi eccellenti in questa classifica degli orrori. Così come andando avanti con gli anni questo progetto editoriale potrà sicuramente ingrandirsi con aggiornamenti di nuove leve dell'orrore. C'è da giurarci. Anche se la speranza di un'umanità migliore è l'ultima a morire. Uccisioni, rapine, stupri, crimini violenti, torture, massacri, olocausto, sterminio per ragioni politiche, razziali, religiose. Ecco una sintesi estrema di ciò che l'umanità è stata capace di fare in duemila anni di storia. E purtroppo sono possibili solo aggiunte.