Due morti in vista tra le divise

In «Distretto di polizia 6» morirà Mauro Belli (Ricky Memphis); in «Ris 3 » a defungere sarà invece il carabiniere della scientifica Davide Testi (Stefano Pesce)

Michele Anselmi

Di solito capita quando l’attrice o l’attore non ne possono più. Si patteggia un po’, strappando magari un’altra serie, poi, quasi sempre di comune accordo, si arriva alla decisione cruciale: uccidere il personaggio, se possibile nel modo più spettacolare o inatteso. Perché la forza della fiction, specie poliziesca, sta proprio qui: nel rilancio degli eventi, nella sofferenza dei fan, nell’orchestrazione della tragedia. Mica bisogna di tornare con la memoria alla fucilazione del commissario Cattani, l’eroe della Piovra, preparata all’epoca con un accurato dosaggio di informazioni, dettagli e fotografie. No, anche Distretto di polizia conobbe due edizioni fa un colpo di scena niente male con l’eliminazione dell’impavido Paolo incarnato da Giorgio Pasotti: freddato nel corso di un’indagine sulla pedofilia organizzata. Essendo il fidanzato della commissaria Giulia Corsi, l’elaborazione del lutto attraversò tutta la quinta serie, e solo alla fine scoprimmo che la tosta/tenera poliziotta, per amore di un carabiniere, avrebbe finalmente trovato il coraggio di lasciare il Decimo Tuscolano.
Ma sono casi rari. Di solito, appunto, i personaggi centrali di una serie di successo vanno fatti morire se c’è da apportare qualche ritocco al cast. Prendete le nuove serie di Distretto di polizia e Ris, ovvero la sesta e la terza, entrambe prodotte da quel mago della fiction d'azione che risponde al nome di Pietro Valsecchi. Nonostante la rigida consegna del silenzio, in stile Nanni Moretti, qualcosa è filtrato dai set. La duplice, a suo modo esplosiva, notizia è questa: in Distretto di polizia 6, da ottobre su Canale 5, morirà il mitico Mauro Belli, sin dall’inizio reso con dolente strafottenza romanesca da Ricky Memphis, un architrave della serie, insieme all’amico (e superiore di grado) Roberto Ardenzi, cioè Giorgio Tirabassi; in Ris 3, lei cui riprese partono lunedì prossimo, toccherà invece al carabiniere della scientifica Davide Testi, ovvero Stefano Pesce, di venire ucciso in sottofinale. Due cadaveri «eccellenti», nel senso che i rispettivi personaggi, sia pure nella diversità fisica e comportamentale, bene riassumono i caratteri delle fortunate serie.
Naturalmente alla Taodue Film, che produce, nessuno conferma. Anzi smentiscono. Tuttavia risulta che Belli/Memphis si beccherà una pallottola nella quinta puntata, parando così un colpo destinato all’amico finito ingiustamente sotto inchiesta; mentre la morte di Testi/Pesce, per mano di un copy-killer che emula le imprese di quella specie di Unabomber interpretato da Leonardo Treviglio, rimescolerà drammaticamente le carte nella squadra pilotata dal capitano Venturi. Del resto, a Ris ci sono abituati. Ricorderete, forse: nell’incipit della seconda serie, il bombarolo avvelenò la bella informatica interpretata da Nicole Grimaudo, con effetti devastanti sulla tenuta del gruppo investigativo. Che viene confermato nella quasi totalità (Lorenzo Flaherty più Gea Lionello, Ugo Dighero, Romina Mondello e il morituro Pesce): Filippo Nigro invece parte per Messina, rimpiazzato lentamente da Giulia Michelini, già sorella di Claudia Pandolfi in Distretto di polizia, che nel frattempo ha recuperato l’uso delle gambe.
Non sorridete. Il successo delle due serie, in equilibrio tra ritmi sincopati all’americana e siparietti da commedia italiana, consiste proprio nella messa a punto del cast, uscite e new entry incluse. Ogni modifica va pensata accuratamente, per non urtare lo spettatore fedele. D’altro canto, vorrà pur dire qualcosa se all’ottimo Ricky Memphis sono serviti sei anni per decidere di separarsi dal suo Mauro Belli. Un personaggio nato con lui, tagliato su di lui.