DUE O TRE COSE CHE PENSO DI VOI

Sono un lettore sin dalla sua fondazione, con una breve interruzione per «La Voce» presto abbandonato, e mi trovo ora costretto a non comprar il mio quotidiano preferito per l’imperversare di Lussana che da un pezzo a questa parte ne inventa di tutti i colori.
Ho pensato di resistere pensando che questo giornalista si sarebbe calmato ma ciò non si è verificato, ed ho ormai perduto la speranza. Cito ad esempio l’esagerata polemica su Bisio (grande titolo «Giù le mani dal nostro Bisio», e compratelo!), quello sul Genoa tra l’altro preso in giro da Sessarego dando uguale spazio a notizie trionfali sulla Sampdoria messe a confronto con quelle tristissime sul Genoa, tentativo di innescare una polemica (subito abortita) sull’aria condizionata (perché no sull’aria fritta), gli articoli auto-celebrativi con le sue funeste previsioni avveratesi sulle elezioni regionali, sul Genoa e sul voto agli immigrati a questo punto mi sono definitivamente stancato assieme ad altri parenti e conoscenti.
Tra l’altro è sorto un dubbio: Lussana è anche iettatore? Gli intellettuali di sinistra affermano che quelli di destra sono ignoranti e stupidi. Ora mi è venuto il dubbio che ciò possa essere vero.
Breve storia della Sampdoria. Parecchi anni or sono la Sampdoria era una squadra mediocre che navigava tra serie A e serie B con un seguito di tifosi assai scarso. Poi arrivò Mantovani che con acquisti clamorosi (Mancini, Vialli, etc), iniziative tese a conquistare i giovani (biglietti nelle scuole etc.), cura dei rapporti con la stampa (vedi Sessarego), la fece diventare una squadra importante. Mantovani aveva però compiuto alcuni reati amministrativi in relazione ai quali avrebbe dovuto essere arrestato, e fuggì in Svizzera dove si trattenne per circa due anni. Però egli, con Andreotti presidente del Consiglio, acquistò Vierchwood e lo prestò alla Roma che vinse lo scudetto. Fu allora varata una legge (che negli ambienti forensi venne chiamata «legge Mantovani») che depenalizzava i reati compiuti e permise a Mantovani di rientrare in Italia. Immagino che ora Lussana inviterà i tifosi della Sampdoria a cancellare dalla loro storia il nome «dell’infame» Mantovani ed a rifiutare le vittorie nel campionato, nella coppa Italia etc. conquistati con denaro sottratto al fisco e quindi al popolo italiano.
Questa lettera non è firmata perché non ho intenzione di entrare in polemica con Lussana né con i numerosi «lettori» aspiranti protagonisti, politici falliti, scrittori mancati etc. cui viene concesso generosamente spazio sul il Giornale.