Due «partiti» su diagnosi e fecondazione

A Che cosa chiede il quesito n. 2?
Il quesito numero 2 chiede l'abrogazione di alcune parti della legge, riguardanti in particolare i limiti di accesso alla procreazione assistita; l'obbligo di fecondare un massimo di tre ovociti e di impiantare tutti gli embrioni prodotti; la gradualità dell'intervento terapeutico e il «consenso informato».
B Che cosa prevede la legge attuale?
La legge prevede l'accesso alle tecniche di fecondazione artificiale soltanto alle coppie in età fertile e qualora la sterilità della coppia sia accertata a livello medico e non vi siano altri mezzi per avere figli.
La legge consente di produrre soltanto gli embrioni utili alla fecondazione: si possono creare al massimo 3 embrioni che devono essere impiantati tutti con un unico intervento.
Questa norma è stata introdotta per evitare di produrre embrioni in eccesso che potrebbero essere congelati (salvo i casi eccezionali già indicati nel quesito n. 1) e utilizzati per impianti futuri o per la sperimentazione.
C Che cosa prevede la legge sulla informazione preliminare delle coppie?
La legge prevede che le coppie vengano informate su «metodi, problemi bioetici e possibili effetti collaterali sanitari e psicologici» delle tecniche, per consentire alla coppia di fare una scelta consapevole. La coppia deve poi firmare un consenso informato scritto, che può essere revocato «fino al momento della fecondazione dell'ovulo», cioè fino alla formazione dell'embrione.
D Cosa vuole cambiare il referendum?
I sostenitori del referendum vogliono abolire i limiti di accesso alle tecniche di fecondazione assistita previsti dalla legge, che consente il ricorso solo a coppie sterili ed eterosessuali.
Se vince il Sì sarà inoltre abolito il limite di 3 embrioni e sarà possibile congelarli. Per i sostenitori del Sì questo significa tutelare la salute della donna perché il divieto di crioconservazione riduce di molto le probabilità di successo della fecondazione e costringe la donna a sottoporsi a trattamenti ormonali invasivi e dannosi. Peraltro, l'obbligo di impiantare tutti e tre gli embrioni nello stesso momento aumenta il rischio di parti trigemellari, pericolosi per la donna e per il feto.
E Che cosa comporta l'abolizione della clausola di gradualità?
Se il quesito n. 2 viene approvato, si abolisce la clausola della gradualità e il divieto di diagnosi pre-impianto. Siccome alla fecondazione assistita hanno accesso anche le coppie portatrici di malattie genetiche, per i sostenitori del Sì è necessario evitare di utilizzare embrioni portatori di malattie genetiche. Per i sostenitori del referendum, impedire la diagnosi pre-impianto significa obbligare la donna a ricorrere all'aborto terapeutico in caso di gravi malattie genetiche del nascituro. Inoltre essi vogliono garantire la possibilità di ripensamento in ogni fase del processo di gravidanza, e non solo fino al momento della fecondazione, come prevede la legge.
F Quali sono i timori dei contrari all'abrogazione?
I sostenitori della legge affermano che se vince il Sì sarà consentito l'accesso alla fecondazione assistita anche a coppie omosessuali, a single o a persone in età avanzata; temono inoltre che l'eliminazione della gradualità possa aprire la strada alla selezione degli embrioni, scegliendo solo quelli sani. I sostenitori del referendum affermano di volere garantire la salute della donna, che essi ritengono che potrebbe essere compromessa dall'impianto contemporaneo dei 3 embrioni, e quella del feto grazie alla diagnosi pre-impianto.
G Cosa dice la comunità scientifica sull'impianto simultaneo di 3 embrioni?
Il Comitato degli scienziati per il Sì sostiene che limitare a 3 il numero degli embrioni significa aumentare i rischi per la salute della donna, perché sarebbe sottoposta a eccessiva stimolazione ovarica e perché aumenterebbe il rischio di parti plurigemellari, diminuendo al contempo le probabilità di successo della fecondazione. Essi propongono di preparare più embrioni, congelarli e impiantarli uno alla volta il che, come ricorda Umberto Veronesi, è in linea con le ultime indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità.
H Che cosa sostengono gli studiosi contrari all'impianto simultaneo?
Gli scienziati che difendono la legge, invece, ritengono che aumentando il numero degli embrioni non aumentano le probabilità di successo, e che il congelamento degli embrioni riduce notevolmente la capacità dell'embrione di impiantarsi.
I Che cosa dicono gli abrogazionisti sulla diagnosi pre-impianto?
Sul divieto di diagnosi pre-impianto, il prof. Veronesi la definisce «inumana» e afferma che la legge è contraddittoria: in questo senso si dovrebbero allora vietare anche l'amniocentesi e l'ecografia già dal secondo mese. I sostenitori del Sì ritengono che la possibilità di prelevare una cellula da un embrione per sapere se è affetto da malattie gravi è un enorme progresso della medicina e per l'uomo.
L Perché gli anti-abrogazionisti sono contrari alla diagnosi pre-impianto?
I difensori della legge affermano invece che lo scopo della legge in vigore è essenzialmente quello di permettere a coppie sterili di avere un figlio, e non quello di agire preventivamente sulle malattie genetiche. Essi temono inoltre che consentire la diagnosi pre-impianto e scartare gli embrioni «difettati» significherebbe fare pericolose concessioni alla mentalità eugenetica, ovvero alla eliminazione pura e semplice degli individui destinati ad avere carenze gravi.