A due passi dalla Gioconda sfila il made in Italy E Ferragamo rifà Leonardo

«Italianità, positività, spontaneità». Sono le tre parole - hanno tutte l'accento sulla a, però è un caso - con cui Massimiliano Giornetti, direttore creativo di Ferragamo, sintetizza lo spirito della collezione Resort 2013 in passerella ieri sera al Louvre.
«È un evento irripetibile - spiega - la prima sfilata di moda dentro il museo per antonomasia, una magnifica occasione per essere ambasciatori delle molte eccellenze di questo nostro bellissimo Paese». Lo show cui hanno assistito personaggi dal respiro internazionale come il premio Oscar Hilary Swank, l'inossidabile Kate Moss (che ha dato forfait all’ultimo), l'attrice cinese Fan Bing Bing, Alain Delon e sua figlia Annouchka, è stato infatti organizzato per celebrare la straordinaria mostra «Sant'Anna, l'ultimo capolavoro di Leonardo» (al Louvre fino al 25 giugno) di cui Ferragamo è sponsor unico. Oltre al celebre quadro appena restaurato dall'italiana Cinzia Pasquali, sono esposte opere d'importanza capitale tra cui la Vergine delle Rocce e la Gioconda conservata al Prado, la Belle Jardiniere di Raffaello e 22 disegni leonardeschi di proprietà della Regina Elisabetta. «Per assicurare capolavori del genere ci vuole una sponsorizzazione generosa» sostiene Henri Loyrette, presidente e direttore del museo più importante del mondo. Altrettanto importante se non di più l'investimento necessario per organizzare una sfilata a due passi dalla Gioconda, su una passerella in vetro lunga 145 metri (20 in più dello Stadio di San Siro) allestita nel peristilio Denon affacciato sulla piramide di Pei sotto cui hanno cenato i 600 ospiti della maison fiorentina. «Abbiamo avuto vincoli e problemi d'ogni tipo: dal backstage esterno costruito in una tenda da montare e smontare a tempo record per non disturbare i visitatori, agli altoparlanti posizionati ogni sei metri sotto le panche in legno profumato e con uno speciale trattamento ignifugo» racconta Michele Norsa, amministratore delegato del marchio fiorentino quotato in Borsa dal 2011 con notevole successo. Il manager spiega poi che sono già in corso trattative per una nuova operazione con il Louvre, ma non si lascia sfuggire altre notizie e tanto meno l'entità della cifra sborsata stavolta. «Era importante esserci in quanto italiani anche perché noi siamo i più piccoli tra i grandi» conclude giustamente fiero del notevole giro d'affari raggiunto nel 2011: 986,4 milioni di Euro. «Tutto quello che facciamo è made in Italy - puntualizza Giornetti - ecco perché in questa collezione ho voluto rendere omaggio alla nostra tradizione artigiana, alle mani italiane che lavorano. Sono partito dall'idea di una donna in cerca del sole per riprodurre sugli abiti i magici intrecci dei civai fiorentini e le spettacolari lavorazioni sulla pelle inventate proprio da Salvatore Ferragamo». Il giovane stilista nato a Massa Carrara nel 1971 mostra quindi un'incredibile tunica con 5000 tessere metalliche inserita una per una a mano sul camoscio intrecciato alla corda di seta. Passa poi alla spettacolare gonna in raffia abbinata alla maglia di seta che riproduce in tutto e per tutto un ciuffo di paglia scosso dal vento. Sulla maglieria Giornetti non riesce quasi a nascondere la commozione perché molti di questi capi speciali son stati ultimati lavorando giorno e notte, anche a lume di candela, nelle zone terremotate. «Perfino con fabbriche e laboratori chiusi, pericolanti o addirittura crollati, i nostri fornitori ci hanno consegnato tutto in tempo utile per la sfilata» conclude sistemando su Bianca Balti, la sua modella preferita, i bellissimi gioielli in oro, osso, pelle di galouchat e brillanti che sfilano con i 45 capi della collezione. Inutile temere furti o smarrimenti visto l'eccezionale servizio di sicurezza del Louvre.