Due Premi Nobel per la Giornata Mondiale dell’Unesco

Andrea Macco

Il Festival della Scienza termina quest'oggi col botto. È a Genova, infatti, che si tiene quest'anno la Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo dell'UNESCO. È la prima volta che questa importante ricorrenza viene celebrata in una città che non sia una capitale di Stato. Un grande riconoscimento, quindi, per quella che è stata solo che due anni fa Capitale Europea della Cultura.
Questa mattina a Palazzo Duale saranno ospiti di lusso due Premi Nobel, Tortsen Diesel (Nobel per la Medicina nel 1981) e Theodor W.Hansch (Nobel per la Fisica nel 2005). Il primo, in particolare, darà vita all'incontro «La Scienza come strumento di dialogo e pace» in collaborazione con UNESCO e IPSO (Israeli-Palestinian Science Organization) di cui Diesel ne è egli stesso presidente. Alla conversazione (Sala del Maggior Consiglio alle 9.30) parteciperà anche il direttore della rivista «Le Scienze», il fisico Enrico Bellone.
Il Nobel Hansch, invece, interverrà nel pomeriggio (Sala del Maggior Consiglio alle 18) con la conferenza «Una passione per la precisione», sulle tecnologie ad alta precisione che la Fisica ha sviluppato nell'ultimo decennio. A cavallo tra i due eventi segnaliamo la premiazione che ogni anno la rivista «Le Scienze» assegna a tre ricercatori emergenti nelle aree tipiche della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.
A consegnare l'ambito premio consistente nella alla medaglia d'oro della rivista affiancata da quella del Presidente della Repubblica, saranno il rettore dell'Università di Genova, Gaetano Bignardi, insieme al già citato Enrico Bellone e l'affermato Fisico teorico genovese Carlo Maria Becchi. Quest'ultimo terrà per il pubblico una lezione divulgativa dal titolo «Le coordinate come linguaggio della Fisica» (Sala del Minor Consiglio alle 15). Nella mattinata, invece, sempre a Palazzo Ducale, si terrà anche la tavola rotonda sul difficile rapporto tra scienza e dialogo interculturale tra i popoli a cui parteciperanno anche vari esponenti dell'UNESCO, dell'IPSO, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il direttore del Festival, Vittorio Bo.
Circa la polemica tra la Curia e Odifreddi, Bo ha le idee molto chiare: «Ricordiamoci - osserva - che non è il Festival della spiritualità, ma il Festival della scienza. Laicismo sì, come libertà di pensiero, ma no ad una espressione partigiana. Il Festival è aperto a tutti e non vuole nessuna chiusura a guscio, né prese di posizioni unilaterali». Chi ha orecchie per intendere intenda.